Rapporto ASviS 2025: Italia ferma tra povertà, clima e disagio psicologico
Un Paese fermo, che arretra su diversi fronti chiave dello sviluppo sostenibile e dove il disagio psicologico cresce insieme alle diseguaglianze sociali. È questa la fotografia che emerge dal Rapporto ASviS 2025, presentato alla Camera dei Deputati e ripreso da Il Sole 24 Ore, che ne ha curato un'analisi a firma di Barbara Gobbi.
Secondo gli esperti dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), il barometro della sanità italiana segna "stabile", ma il quadro generale resta critico: l'Italia si conferma molto lontana dall'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Nel 2025 l'indice che sintetizza la performance del Paese rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile risulta sostanzialmente fermo, e ben sei Obiettivi su diciassette registrano addirittura un peggioramento rispetto all'anno precedente.
Il Rapporto non usa mezzi termini: "Il quadro italiano conferma, e per alcuni aspetti aggrava, quello rilevato nel Rapporto dello scorso anno". Tra il 2010 e il 2025 sono cinque gli indici compositi relativi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che peggiorano: povertà, acqua, disuguaglianze, vita sulla terra, pace e istituzioni.
Dietro questi numeri ci sono le condizioni di vita concrete delle persone. Il documento certifica che oltre 5,4 milioni di italiani vivono in povertà assoluta, che il 94,5% dei Comuni italiani è a rischio idrogeologico e che quasi un giovane su cinque soffre di disagio psicologico. Nel dettaglio, si registrano "crescenti disagi psicologici" che riguardano circa il 49% della popolazione adulta e il 16% degli adolescenti, mentre tra i giovani di 18-34 anni la quota sale fino quasi a uno su cinque. Oltre 600mila minori risultano seguiti dai Dipartimenti di Salute Mentale.
Il Rapporto evidenzia inoltre che il 58% dei 38 target quantitativi fissati per il 2030 non appare raggiungibile, una percentuale rimasta invariata rispetto allo scorso anno nonostante gli effetti positivi attribuiti al Pnrr. Per la prima volta vengono presentati anche i risultati di un'analisi su 45 target qualitativi, da cui emerge che in oltre la metà dei casi - soprattutto in campo ambientale e sociale - le norme e le politiche esistono già, ma la loro attuazione risulta decisamente insufficiente.
Sul fronte sanitario, il Rapporto segnala criticità persistenti sia sulla disponibilità di personale sia sull'assistenza territoriale. In questo scenario, la riforma del Servizio sanitario nazionale, attualmente in discussione come disegno di legge delega, e l'attuazione del Pnrr sanitario evidenziano "ritardi nei cantieri, carenza di personale e difficoltà di implementazione territoriale".
Tra i dati più allarmanti riportati dal documento figura anche la condizione dei minori: circa 1,1 milioni vivono in famiglie in povertà assoluta, mentre solo il 31,1% dei giovani tra i 25 e i 34 anni risulta laureato, ben lontano dall'obiettivo del 45% fissato per il 2030. Il Rapporto rileva inoltre come la riduzione della dispersione scolastica non si sia tradotta in un miglioramento delle competenze effettive degli studenti, ma anzi si accompagni a un loro peggioramento.
Il Rapporto ASviS, giunto alla sua decima edizione e intitolato quest'anno "Pace, giustizia e diritti: pilastri della sostenibilità", sottolinea infine come in settori quali salute, istruzione, lavoro, politiche regionali e tutela degli ecosistemi l'Italia disponga già di strategie, norme e programmi, ma non riesca a tradurli in risultati concreti, principalmente per carenza di risorse e capacità amministrativa, applicazione disomogenea delle norme e debolezza degli strumenti operativi.