Il "re delle rsa" Schettino patteggia 3 anni: fondi usati per Mercedes e case
Tre anni di reclusione per Michele Schettino, imprenditore brindisino conosciuto come il "re delle rsa", e per il suo presunto braccio destro, il barese Giovanni Vurro. Entrambi hanno patteggiato la pena nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Lecce per bancarotta fraudolenta, legata alla gestione di alcune residenze sanitarie per anziani. Lo riporta Quinto Potere, secondo cui il giudice ha disposto per i due anche pene accessorie.
Il procedimento riguarda in particolare le strutture di Miggiano e San Donaci, gestite dalla società Grs. Secondo l'accusa, Schettino avrebbe orchestrato un sistema volto a svuotare le società per poi acquisirne bulimicamente altre, sfruttando il denaro sottratto. Le indagini della Guardia di Finanza avrebbero documentato l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, attraverso società compiacenti, con una distrazione stimata in circa 250mila euro dalla sola Grs.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, ripresa anche dal Corriere Salentino, Schettino sarebbe stato il "regista" di un sistema che saccheggiava le rsa per poi accaparrarsi altre società. I fatti contestati, descritti nell'ordinanza firmata dalla gip antimafia Francesca Mariano — che a giugno aveva già portato all'arresto di Schettino — raccontano di soldi dirottati per spese personali: soggiorni in hotel, tra Lecce e Milano, dove secondo quanto riferito da un testimone l'imprenditore avrebbe ospitato anche cittadini bulgari indicati come "finanziatori" di alcune sue attività. Una parte del denaro sottratto sarebbe servita per acquistare una Mercedes bianca intestata a Schettino, un'altra per un immobile a Carovigno destinato al figlio.
Il procedimento riguardava inizialmente undici indagati complessivi. Per sette di loro il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio, con l'udienza preliminare fissata al 24 febbraio 2027 davanti al gup del tribunale di Lecce. Le posizioni di Schettino e Vurro sono invece state stralciate con il patteggiamento a tre anni.
Questo filone giudiziario si intreccia con un altro procedimento, relativo al fallimento della stessa Grs srl, nel quale il Tribunale di Brindisi aveva già condannato in primo grado, nell'aprile 2024, Schettino a tre anni e sei mesi e Vurro a due anni e quattro mesi per appropriazione indebita. In quel caso, secondo la ricostruzione degli investigatori, il patrimonio aziendale sarebbe stato impoverito attraverso tre diversi meccanismi, per distrazioni complessive stimate attorno ai 720mila euro, a fronte di debiti superiori ai tre milioni di euro verso Erario, Inps e dipendenti.
L'inchiesta aveva acceso i riflettori non solo sulla gestione finanziaria delle residenze per anziani riconducibili a Schettino, ma anche sulle condizioni delle strutture stesse, con contestazioni relative al trattamento degli ospiti nelle rsa coinvolte nell'indagine.