Respinto il referendum per una alimentazione sovranista
L'iniziativa "Per un’alimentazione sicura" chiedeva di adeguare l'agricoltura svizzera e di orientarla verso una maggiore produzione di derrate alimentari di origine vegetale.
L'iniziativa sull'alimentazione, che voleva aumentare il grado di autosufficienza alimentare della Svizzere dal 46% al 70%, è stata anch'essa bocciata nettamente dal popolo, con il 72,5% di voti contrari.
Il testo chiedeva di adeguare la politica agricola per incoraggiare la produzione e il consumo di derrate alimentari di origine vegetale anziché animale. Domandava inoltre la promozione di un’agricoltura e di un settore agroalimentare sostenibili e rispettosi del clima, nonché la protezione delle risorse idriche sotterranee.
All'inizio della campagna, dai sondaggi emergeva un sostanziale equilibrio tra il campo del "no" e quello del "sì". Con l'avvicinarsi della domenica di votazione, però, il sostegno all'iniziativa si è rapidamente eroso. A schierarsi a favore è stata solo la sezione giovanile dei Verdi. Neanche le principali organizzazioni ambientaliste si sono espresse a favore.
L’obiettivo del 70% di autosufficienza alimentare è stato il punto più criticato. Chi si è opposto sosteneva che questa quota fosse irrealistica e che l’unico modo per raggiungerla sarebbe stato un drastico intervento dello Stato volto a limitare il consumo di carne e di alimenti di origine animale, una sorta di "diktat vegano", come denunciato dai manifesti apparsi durante la campagna.
(Urs Flueeler su SwissInfo.com)