Venerdì 25 settembre 2026
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RSA in Piemonte: anche i casi urgenti restano senza posto

U.E. - ITALIA
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Una famiglia piemontese racconta una vicenda che fotografa bene lo stato dell'assistenza agli anziani non autosufficienti nella regione: la madre, anziana, è stata valutata dalle commissioni competenti come caso urgente per l'inserimento in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), ma nonostante il riconoscimento di priorità il posto disponibile resta, di fatto, irraggiungibile. Come riporta La Stampa nell'edizione di Torino, la storia si inserisce in un quadro più ampio di liste d'attesa che continuano ad allungarsi in tutto il Piemonte.

 

I dati più recenti diffusi dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale, relativi al 30 giugno 2026, parlano di oltre 12mila persone in attesa della cosiddetta "quota sanitaria", ovvero il contributo pubblico che copre il 50% della retta necessaria per il ricovero in RSA. Si tratta di un diritto previsto dalla normativa nazionale sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), non di un beneficio discrezionale. Sei mesi prima, al 31 dicembre 2025, le persone in lista erano 11.616: la crescita procede quindi al ritmo di circa tre nuovi inserimenti in lista ogni giorno.

 

Il dato più preoccupante riguarda proprio i casi classificati come urgenti, quelli come quello raccontato dalla famiglia torinese: sono passati da 892 a 1.255 in pochi mesi. Anche chi riceve una valutazione di priorità, dunque, può trovarsi ad aspettare a lungo prima che si liberi un posto convenzionato. Nel frattempo crescono anche le liste per l'assistenza domiciliare, arrivate a circa 13mila persone in attesa di una risposta dalla Regione.

 

Le conseguenze di questa situazione ricadono quasi interamente sulle famiglie, spesso costrette a sostenere per intero il costo della permanenza in strutture private in attesa che arrivi il riconoscimento della quota sanitaria, con rette che secondo alcune stime possono superare i 2.500-3.000 euro al mese. Cifre che in molti casi portano a consumare i risparmi accumulati in una vita di lavoro o, nelle situazioni più difficili, a dover vendere la casa o indebitarsi.

 

Sul fronte politico, le opposizioni in Regione Piemonte attribuiscono la responsabilità della situazione alla gestione della non autosufficienza da parte della giunta guidata da Alberto Cirio, chiedendo interventi strutturali: più risorse per il Fondo per la non autosufficienza, tempi più rapidi nelle Unità Valutative Geriatriche che stabiliscono l'urgenza dei casi, un aumento dei posti convenzionati e maggiori investimenti nell'assistenza domiciliare. La Regione, dal canto suo, ha annunciato un incremento del finanziamento giornaliero per i posti letto convenzionati, ma secondo i consiglieri di opposizione questa misura non affronterebbe il nodo centrale, cioè l'insufficienza cronica dei posti disponibili rispetto alla domanda crescente legata all'invecchiamento della popolazione.

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