Mercoledì 14 ottobre 2026
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Rsa Veneto, 1.250 firme al sindaco di Treviso: «Rette insostenibili»

U.E. - ITALIA
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Circa 1.250 firme raccolte di persona, porta a porta, sono state consegnate al sindaco di Treviso e presidente di Anci Veneto, Mario Conte, dai rappresentanti dei familiari dei residenti nelle Rsa di EnEa (l'ex Israa) e del Gris di Mogliano Veneto. Come riporta TrevisoToday, la petizione punta il dito contro le liste d'attesa infinite, il numero insufficiente di impegnative sanitarie e il peso crescente delle rette a carico delle famiglie.

 

Il sindaco Conte ha accolto positivamente l'iniziativa, sottolineando di apprezzare il fatto che le firme siano state raccolte non online ma di persona, e si è impegnato a sostenere il tema sollevato dai familiari nelle sedi istituzionali competenti. Conte ha condiviso la preoccupazione per una situazione che ha definito insostenibile per molte famiglie, riconoscendo anche le ricadute pesanti sui bilanci dei Comuni, spesso chiamati a coprire i costi per chi non è in grado di sostenerli economicamente.

 

Soddisfazione è stata espressa anche dai promotori della raccolta firme. Eugenio Gallina, presidente dei familiari dei residenti nelle Rsa di EnEa, ha ringraziato il sindaco per la disponibilità a sostenere le preoccupazioni e le proposte avanzate, augurandosi che anche i vertici della Regione Veneto, già invitati a un confronto analogo, accettino di incontrare i rappresentanti delle famiglie.

 

La petizione è indirizzata soprattutto alla Regione Veneto, con una serie di richieste concrete. In primo luogo i familiari chiedono l'emissione di circa 4.784 nuove impegnative sanitarie: un numero calcolato sulla differenza tra i posti letto attualmente accreditati nelle strutture e quelli che oggi sono realmente occupabili con il sostegno pubblico dell'impegnativa, cioè il titolo che garantisce il contributo della sanità pubblica sulla quota sanitaria della retta.

 

Tra le altre proposte figura l'introduzione di una tassa di scopo per finanziare i posti letto privi di impegnativa, oltre a un tetto massimo alla cosiddetta retta alberghiera, cioè la quota non sanitaria pagata dalle famiglie, da applicare a tutte le Rsa che ospitano anziani muniti di impegnativa. I promotori chiedono inoltre l'adeguamento annuale del valore dell'impegnativa sanitaria all'inflazione, in modo che il contributo pubblico non perda progressivamente valore reale rispetto ai costi di gestione delle strutture. Viene infine richiesto un intervento legislativo che chiarisca in modo definitivo a chi spetti il pagamento delle rette nei casi di patologie croniche degenerative, un nodo che negli ultimi anni ha generato incertezza e contenziosi tra famiglie, enti gestori e servizio sanitario regionale.

 

Il tema delle rette delle case di riposo in Veneto è da tempo al centro di proteste e appelli da parte di familiari, sindacati e forze politiche, che denunciano aumenti ritenuti insostenibili per le famiglie e l'insufficienza delle risorse pubbliche destinate al settore della non autosufficienza.

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