Salute mentale, giornata mondiale: allarme social per i giovani
Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, istituita nel 1992 e promossa a livello internazionale dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. L'edizione 2026 richiama l'attenzione sul passaggio dalla cura istituzionalizzata all'assistenza territoriale e punta i riflettori, ancora una volta, sul legame tra uso dei social media e disagio psicologico tra i più giovani.
Secondo quanto riporta l'ANSA, in Italia sono almeno otto milioni le persone che convivono con problemi di salute mentale, dalla depressione ai disturbi alimentari fino alle patologie psichiatriche più gravi. Si tratta di una stima in crescita negli ultimi anni, che colpisce in particolare i giovani: per questa fascia di popolazione i social network vengono descritti come un fattore in parte scatenante e in parte specchio del disagio diffuso.
Uno studio pubblicato su The Lancet, citato da Torino Cronaca, ha messo in relazione l'abuso dei dispositivi digitali con conseguenze misurabili sulla salute pubblica: trascorrere più di due ore al giorno davanti agli schermi è associato, a livello globale, alla perdita di circa 2,8 milioni di anni di vita in buona salute a causa della depressione.
I dati raccolti da Alley Oop, la testata de Il Sole 24 Ore dedicata ai temi sociali, restituiscono un altro aspetto critico: sette giovani italiani su dieci sentono il bisogno di parlare con uno psicologo, ma soltanto tre riescono effettivamente ad accedere a un supporto professionale. È quanto emerge dall'Indice Well-Fare 2025 del Consiglio nazionale dei giovani. Molti ragazzi finiscono per rivolgersi a un'intelligenza artificiale per confidare dubbi e difficoltà: uno strumento che non giudica e risponde sempre, ma che non sostituisce un reale percorso di cura. Nei casi più critici, questa sofferenza non affrontata può sfociare in pensieri di autolesionismo, come denuncia il rapporto 2026 dell'Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile.
Anche l'Istat ha dedicato un'infografica alla giornata, rilevando per il 2024 un indice medio di salute mentale di 71,8 su 100 tra i ragazzi di 14-19 anni, un valore superiore alla media generale della popolazione sopra i 14 anni. Un dato che, pur non indicando un quadro drammatico generalizzato, non cancella i segnali di disagio che si concentrano in alcune fasce di età, come riporta Metropolisweb.
Sul fronte dell'offerta di cura, permangono criticità strutturali: secondo i dati ripresi da ANSA, solo quattro Case di comunità su dieci dispongono di un supporto dedicato alla salute mentale pienamente operativo, e appena un Paese su dieci a livello globale ha completato il passaggio dall'istituzionalizzazione dei pazienti psichiatrici alla cura diffusa sul territorio.