Mercoledì 14 ottobre 2026
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Scansano (Gr) si mobilita contro la chiusura della Rsa San Giovanni

U.E. - ITALIA
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A Scansano, in provincia di Grosseto, è scoppiata la protesta dei cittadini contro l'ipotesi di chiusura della Rsa San Giovanni, la residenza sanitaria assistenziale ospitata nell'ex ospedale del paese. Come riporta MaremmaOggi, un'assemblea pubblica organizzata giovedì 8 ottobre dai consiglieri comunali di minoranza Claudio Chelli, Francesco Marchi e Gian Carlo Tenerini ha registrato una grande partecipazione, segno della preoccupazione diffusa tra la popolazione.

Nella struttura sono ospitati 25 anziani, tra cui una donna che ha appena compiuto 104 anni, assistiti ogni giorno da una ventina di lavoratori. Durante l'incontro è emersa una denuncia pesante: secondo il consigliere Marchi, gli ospiti della Rsa avrebbero trascorso l'intera estate senza aria condizionata, all'ultimo piano dell'edificio, insieme agli operatori costretti a lavorare nelle stesse condizioni. Una circostanza per cui Marchi ha chiamato in causa direttamente il Coeso Società della Salute e l'Asl Toscana sud est.

 

Marchi ha definito la possibile chiusura "un errore gravissimo" per diversi motivi: il primo riguarda gli anziani ospiti della struttura, descritti come ben ambientati e assistiti in maniera eccezionale dal personale, per i quali un trasferimento in un'altra residenza, anche se più moderna, comporterebbe serie difficoltà di adattamento. Il secondo motivo riguarda il danno al personale, che secondo il consigliere lavora "con amore e competenza" e rischierebbe di perdere il proprio impiego. A questo si aggiunge il contesto economico del territorio scansanese, già colpito dalla chiusura di due sportelli bancari su tre e di diverse attività commerciali: senza la Rsa, il paese perderebbe anche l'unica attività sociale pubblica rimasta.

Alla vicenda si è affiancata anche la presa di posizione della Cisl di Grosseto. Il segretario generale Simone Gobbi, intervenuto all'assemblea, ha sottolineato la necessità di salvaguardare l'occupazione e garantire agli anziani "stabilità e continuità assistenziale", evitando lo sradicamento dal loro ambiente di vita e dalle relazioni affettive costruite nel tempo. Gobbi ha inoltre fatto notare che l'Azienda sanitaria avrebbe potuto investire negli anni per migliorare le condizioni della struttura, anche ricorrendo ai fondi del Pnrr, un'occasione che secondo il sindacato è stata persa.

 

La vicenda ha una storia che risale almeno al 2022, quando i posti disponibili nella Rsa furono ridotti da 35 a 25 a causa di criticità legate alla sicurezza antincendio, senza che negli anni successivi si arrivasse a un intervento risolutivo sulla messa in sicurezza dell'edificio. La sindaca di Scansano, Maria Bice Ginesi, ha denunciato di aver appreso la prospettiva di chiusura dagli atti del Coeso, senza un preventivo confronto con l'amministrazione comunale, e ha votato contro il bilancio consuntivo dell'ente durante la Giunta esecutiva del 28 settembre. La prima cittadina ha ora convocato un consiglio comunale aperto e chiesto un incontro con Regione Toscana, Coeso e Asl per discutere il futuro della struttura e degli altri servizi sociosanitari ospitati nello stesso complesso, tra cui ambulatori, punto prelievi e ufficio delle assistenti sociali.

 

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