Scatta tassa 2 euro sui pacchi extraeuropei
Nuova stretta dell'Unione europea sui prodotti acquistati online da Paesi extraeuropei, soprattutto dalla Cina.
Da oggi entra in vigore un contributo di trattamento di 2 euro sulle spedizioni destinate ai consumatori europei, indipendentemente dal valore della merce.
La misura si aggiunge alla tassa di 3 euro gia' applicata da luglio ai piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro, portando il costo aggiuntivo fino ad almeno 5 euro per questa categoria di acquisti.
La novita' arriva alla vigilia del Black Friday e delle festivita' natalizie, due dei periodi di maggiore attivita' per il commercio elettronico, e punta a finanziare il rafforzamento dei controlli doganali sulle merci provenienti da piattaforme asiatiche come Shein, Temu e AliExpress.
Il contributo di 2 euro non viene calcolato sul numero di prodotti ne' semplicemente sul numero di pacchi, ma sulle diverse categorie di articoli contenute in ciascuna spedizione. Un pacco con venti cappellini comporta quindi un contributo di 2 euro, mentre una spedizione contenente tre cappellini, quattro magliette e due cinture sara' soggetta a un costo di 6 euro.
Per i pacchi di valore inferiore a 150 euro si aggiunge inoltre il prelievo di 3 euro per ciascuna categoria.
Formalmente il pagamento spetta alle piattaforme, ai venditori o ai loro intermediari, che possono tuttavia trasferire il costo sui consumatori al momento dell'acquisto.
L'Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (Beuc) ha precisato che gli importi non possono essere richiesti successivamente agli acquirenti dai servizi postali o dalle societa' di consegna.
Alla base della misura c'e' la crescita esponenziale delle importazioni di piccoli pacchi. Nel 2025 ne sono entrati nell'Unione europea quasi 5,9 miliardi, oltre 180 al secondo, un volume quadruplicato rispetto al 2022. Il 93% proveniva dalla Cina, prevalentemente attraverso le grandi piattaforme di commercio elettronico. Una quantita' di merci che rende impossibile effettuare controlli sistematici e favorisce, secondo Bruxelles, l'ingresso di prodotti pericolosi o contraffatti.
Da tempo produttori e commercianti europei denunciano una concorrenza sleale, mentre diversi governi, con la Francia in prima linea, hanno sollecitato un intervento comunitario.
La tassa di 3 euro introdotta a luglio avrebbe gia' contribuito a ridurre di circa il 64% il flusso dei piccoli pacchi, anche se la Commissione europea avverte che e' ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive.
Il nuovo contributo di 2 euro sara' invece permanente e verra' aggiornato ogni due anni sulla base dei costi dei controlli doganali.
Dal primo luglio 2028 entreranno inoltre in vigore tariffe ridotte per le merci che transitano attraverso magazzini specializzati.
Sempre nel luglio 2028 sara' abolita la tassa di 3 euro sui piccoli pacchi, che saranno assoggettati ai normali dazi doganali europei, al pari delle altre importazioni.
Per armonizzare il mercato unico, gli Stati membri che avevano introdotto autonomamente contributi nazionali di trattamento hanno dovuto rinunciarvi. Tra questi l'Italia che ha cancellato il provvedimento nella manovra in discussione. (AGI)