Lunedì 5 ottobre 2026
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Scontro elettorale sulla politica antidroga tra DPP e KMT

ASIA - TAIWAN
Notizia ·
Raimond Spekking - Wikimedia
Foto: Raimond Spekking — Wikimedia (CC BY-SA 4.0)

A Taipei la campagna per le elezioni del sindaco si è accesa sul tema delle politiche antidroga. Come riporta Taiwan News, il candidato del Partito Democratico Progressista (DPP) Puma Shen e il sindaco uscente del Kuomintang (KMT) Chiang Wan-an si sono scontrati sull'impostazione da dare alla lotta alla droga in città, pur condividendo entrambi il sostegno ai programmi già esistenti di scambio di siringhe e terapia sostitutiva con metadone.

 

La polemica è esplosa dopo che Shen ha affrontato il tema richiamando approcci internazionali di riduzione del danno, tra cui centri comunitari, distribuzione di siringhe pulite e trattamenti con metadone. Chiang ha reagito con un post su Facebook, sostenendo che la politica sulle droghe deve mantenere una distinzione netta tra sostanze stupefacenti e farmaci.

 

Il giorno successivo il sindaco uscente ha precisato la propria posizione, chiarendo di sostenere sia il metadone sia le politiche sugli aghi puliti, ma di opporsi alla decriminalizzazione delle droghe e ai centri comunitari che forniscono sostanze stupefacenti. Chiang ha inoltre chiesto un'azione più incisiva contro il contrabbando, il traffico, la produzione e il consumo di droga, insieme a un potenziamento dell'educazione antidroga nelle scuole.

 

Shen ha ribattuto che la riduzione del danno deve essere parte di una strategia più ampia, che unisca prevenzione, cura e applicazione della legge. Il candidato del DPP ha ricordato che i programmi di scambio di siringhe e di terapia con metadone sono già misure di sanità pubblica consolidate a Taiwan, non un'innovazione da introdurre.

 

A sostegno dell'efficacia di questi strumenti è intervenuto anche il direttore generale dei Centri per il controllo delle malattie (CDC), Lo Yi-chun, che ha citato uno studio della facoltà di Sanità pubblica dell'Università Nazionale di Taiwan. Secondo la ricerca, i due programmi hanno permesso di evitare 13.664 nuove diagnosi di HIV tra le persone che si iniettano droghe nel periodo 2005-2020, con una proiezione di altre 10.821 diagnosi prevenute tra il 2021 e il 2040.

Sul piano economico, lo studio stima che le misure siano costate circa 21 miliardi di dollari taiwanesi (circa 660 milioni di dollari USA) tra il 2005 e il 2020, a fronte di un risparmio di circa 404,1 miliardi di dollari taiwanesi in costi sanitari legati all'HIV. Lo Yi-chun ha sottolineato che ogni dollaro taiwanese investito nei programmi avrebbe permesso di risparmiarne circa 19 in spese mediche.

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