Venerdì 16 ottobre 2026
Menu

Segnalazione alla Centrale Rischi: quando è illegittima

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Finire segnalati nella Centrale Rischi della Banca d'Italia è un evento che può bloccare l'accesso al credito di famiglie e imprese. Ma non sempre questa iscrizione è legittima. Come riporta La Legge per Tutti, un semplice ritardo nei pagamenti o uno sconfinamento sul conto corrente non equivalgono automaticamente a uno stato di insolvenza, e la banca che segnala il cliente in queste condizioni commette un illecito.

 

La legge e la circolare della Banca d'Italia richiedono che l'istituto di credito accerti un'incapacità patrimoniale oggettiva e grave prima di procedere con la segnalazione: non basta una mancanza temporanea di liquidità. Occorre, in altre parole, una situazione di difficoltà economica strutturale, non un semplice disagio passeggero dovuto per esempio a uno stipendio arrivato in ritardo o a una spesa imprevista.

 

Un elemento decisivo riguarda la volontà del cliente di onorare il proprio debito. Se il correntista comunica con la banca e propone un piano di rientro a rate, dimostrando di non voler sottrarsi al pagamento, questo esclude di per sé lo stato di insolvenza. In questa situazione l'istituto di credito non può affermare che il cliente sia inadempiente in modo irreversibile: la volontà di pagare è l'opposto dell'incapacità patrimoniale, e la banca deve tenerne conto. Una segnalazione effettuata mentre è in corso una trattativa, o mentre il cliente sta rispettando un piano di rientro concordato, è quindi da considerarsi illegittima.

 

Esiste un pregiudizio diffuso secondo cui, trascorso un certo periodo di tempo, la banca acquisirebbe automaticamente il diritto di segnalare il debitore. Il Tribunale di Rovigo, con un'ordinanza firmata dal giudice Martinelli, ha smontato questa convinzione: la segnalazione resta illegittima anche se lo sconfinamento del correntista si è protratto progressivamente nel tempo e anche se è trascorso un anno intero dalla prima diffida inviata dalla banca, a condizione che il cliente dimostri sforzi concreti verso il rientro dall'esposizione debitoria.

Per chi si trova iscritto ingiustamente nel registro, esiste uno strumento rapido per ottenere la cancellazione senza attendere i tempi di una causa ordinaria: il ricorso d'urgenza previsto dall'articolo 700 del codice di procedura civile. Attraverso questo strumento il correntista può chiedere al giudice un provvedimento cautelare immediato, dimostrando la probabile illegittimità della segnalazione (il cosiddetto fumus boni iuris) e il rischio concreto di subire un danno grave e difficile da riparare se si dovesse attendere l'esito di un giudizio di merito, come la revoca dei fidi o il blocco dell'attività economica.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →