Sabato 3 ottobre 2026
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Truffa dei lingotti d'oro, Cassazione chiude la porta ai risarcimenti

U.E. - ITALIA
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura generale di Milano, rendendo così definitive le condanne con patteggiamento per cinque imputati legati alla Global Group Consulting, la società accusata di una maxi truffa sui lingotti d'oro che ha coinvolto circa 2.400 risparmiatori in tutta Italia.

 

Come riporta ANSA, la Quinta Sezione penale della Suprema Corte ha respinto sia il ricorso della Procura generale di Milano sia quelli presentati da alcune parti civili contro i cinque patteggiamenti decisi lo scorso 5 febbraio dalla gip Rossana Mongiardo, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalle pm Francesca Celle e Giancarla Serafini. Le pene, comprese tra i 2 anni e 11 mesi e i 3 anni e 10 mesi, riguardano i reati di associazione per delinquere e abusivismo finanziario e sono ora definitive.

 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la Global Group Consulting avrebbe convinto migliaia di risparmiatori a investire i propri risparmi nell'acquisto di lingotti d'oro, promettendo un tasso di remunerazione fisso del 4% mensile, pari a circa il 48% annuo, che sarebbe derivato da presunti investimenti nel settore farmaceutico in realtà mai effettuati. Un meccanismo che gli inquirenti hanno definito riconducibile a un classico schema Ponzi, in cui i rendimenti promessi ai primi investitori vengono pagati con il denaro versato da quelli successivi. Il sistema avrebbe movimentato oltre 89 milioni di euro dal 2019, coinvolgendo circa 2.400 risparmiatori, molti dei quali avrebbero investito la pensione o i risparmi di una vita intera.

 

A rendere la vicenda ancora più amara per le vittime è l'entità delle somme effettivamente recuperabili: a fronte di un danno complessivo stimato intorno ai 90 milioni di euro, le somme confiscate ammontano a circa 6 milioni di euro, mentre altri 2 milioni sarebbero stati recuperati attraverso altri canali. Si tratta di una frazione minima rispetto al danno complessivo, e il recupero di queste somme da parte dei risparmiatori resta tutt'altro che scontato.

 

Gli avvocati Cristiano Cominotto e Claudio Parisi, legali di centinaia di vittime, hanno precisato che il patteggiamento, per sua natura, non decide sulle richieste di risarcimento delle parti civili: da questo primo processo, quindi, non arriverà alcun ristoro diretto per i risparmiatori truffati. Resta tuttavia aperta la possibilità per le vittime di agire in sede civile contro i condannati per cercare di ottenere un risarcimento del danno subito.

 

La vicenda giudiziaria, però, non si chiude qui. Resta ancora in corso, nella sua fase iniziale al Tribunale di Milano, il processo a carico dei presunti ideatori e registi della truffa, i coniugi Samuel Gatto e Stefania Conti Gallenti, tuttora latitanti e ritenuti dagli inquirenti i principali promotori del sistema fraudolento. Solo dall'esito di questo secondo filone processuale potrebbe eventualmente arrivare una qualche forma di ristoro per i risparmiatori coinvolti, che nel frattempo restano in attesa di giustizia.

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