Lunedì 8 giugno 2026
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Big tobacco e giovani: le strategie per seminare dipendenza fin dall'adolescenza

Statiunitideuropa ·

Le grandi multinazionali del tabacco — il cosiddetto Big Tobacco — non lasciano nulla al caso quando si tratta di conquistare nuovi consumatori. Lo dimostra un'analisi pubblicata da Scienza in rete, a firma di Alessandra Paolucci, che ricostruisce le tecniche di reclutamento dei giovanissimi messe a punto dall'industria del tabacco.

 

Secondo quanto emerge dall'articolo, le aziende del settore ricorrono a strategie di marketing mirate, progettate per risultare attraenti agli adolescenti ben prima che questi sviluppino una piena consapevolezza dei rischi connessi al fumo e alla dipendenza da nicotina. Packaging accattivanti, aromi fruttati, campagne pubblicitarie sui canali frequentati dai giovani: ogni dettaglio è studiato per abbassare la soglia di avvicinamento al prodotto.

 

Un ruolo centrale è svolto dai prodotti di nuova generazione: sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato. Presentati spesso come alternative meno nocive rispetto alle sigarette tradizionali, questi prodotti sono diventati lo strumento principale attraverso cui l'industria punta a intercettare una platea giovanile che difficilmente si avvicinerebbe alla sigaretta classica. I documenti interni delle aziende, ora desecretati, rivelano che si tratta di scelte consapevoli e deliberate: l'obiettivo dichiarato, nero su bianco, è fidelizzare i consumatori in età adolescenziale per garantire un ricambio generazionale stabile.

 

La logica sottostante è brutalmente commerciale: poiché ogni anno una quota di fumatori adulti smette o muore, le aziende hanno bisogno di rimpiazzarli con nuovi dipendenti. I giovani, ancora privi di una piena consapevolezza dei rischi e più vulnerabili agli effetti della nicotina sul cervello in via di sviluppo, rappresentano il bacino di reclutamento ideale.

 

Questa strategia non è nuova, ma si è evoluta con i tempi. Se in passato il marketing del tabacco passava per pubblicità televisive e sponsorizzazioni sportive — oggi in gran parte vietate — oggi sfrutta i social media, gli influencer e un'offerta di prodotti sempre più diversificata per raggiungere il suo pubblico di riferimento. Esperti indipendenti e organizzazioni sanitarie internazionali, tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità, esprimono forte preoccupazione per queste pratiche, sottolineando come il risultato sia la creazione di una nuova generazione di dipendenti dalla nicotina.

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