Venerdì 5 giugno 2026
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Lo stato dell'Unione secondo von der Leyen

Statiunitideuropa · Redazione ·
Ursula von der Leyen chiede unità per un'Europa confrontata a potenze ostili
Ursula von der Leyen si è presentata come la leader della difesa e dell'indipendenza dell'Europa nel suo discorso sullo Stato dell'Unione davanti al Parlamento europeo a Strasburgo. “L'Europa è in lotta. Una lotta per un continente unito e in pace. Per un'Europa libera e indipendente. Una lotta per i nostri valori e le nostre democrazie”, ha detto von der Leyen: “Una lotta per la nostra libertà e per la nostra capacità di determinare autonomamente il nostro destino”. Guerra della Russia in Ucraina, Donald Trump alla Casa Bianca, vertici di leader autocratici in Cina attorno a Xi Jinping: “Quest'estate ci ha dimostrato che non c'è semplicemente spazio o tempo per la nostalgia”, ha detto von der Leyen. “In questo momento si stanno tracciando le linee di battaglia per un nuovo ordine mondiale basato sul potere” e “l'Europa deve battersi per il suo posto in un mondo in cui molte grandi potenze sono ambivalenti o apertamente ostili all'Europa”, ha avvertito. Contestata da più parti per come ha gestito i primi dieci mesi del suo secondo mandato – l'accordo umiliante con Trump sui dazi, una proposta di bilancio dell'Ue che taglia i fondi agli agricoltori e alle regioni, il rapporto di Mario Draghi messo nel cassetto – Ursula von der Leyen ha puntato sull'effetto bandiera. E' stata aiutata dai droni della Russia in Polonia. “Il mio discorso di oggi è un discorso per l'unità. Unità tra gli Stati membri. Unità tra le istituzioni dell'Ue Unità tra le forze democratiche pro europee”, ha detto la presidente della Commissione.

Von der Leyen cambia tono su Gaza, ma...
Era uno dei momenti più attesi del suo discorso. La presidente della Commissione è finalmente pronta ad agire contro il governo di Benjamin Netanyahu per la situazione a Gaza? Ursula von der Leyen non ha usato la parola vietata (“genocidio), ma ha decisamente cambiato tono e promesso azione. "Ciò che sta accadendo a Gaza è inaccettabile", a detto. "La carestia creata dall'uomo non può mai essere usata come arma di guerra". Von der Leyen ha denunciato la paralisi degli Stati membri divisi al Consiglio. "Ecco perché io proporrò un pacchetto di misure per tracciare una strada da seguire. Innanzitutto, la Commissione farà tutto il possibile da sola". Von der Leyen ha annunciato la sospensione del "nostro sostegno bilaterale a Israele" con il blocco di "tutti i pagamenti in questi settori, senza compromettere il nostro lavoro con la società civile israeliana o con Yad Vashem". La Commissione presenterà anche altre due proposte al Consiglio: "sanzioni contro i ministri estremisti e contro i coloni violenti" e "una sospensione parziale dell'Accordo di Associazione sulle questioni commerciali", ha detto von der Leyen. Ma... (continuate a leggere più sotto).

Il grande inganno di Ursula su Gaza
Le misure di Ursula von der Leyen su Gaza possono essere definite un grande inganno politico e un'appropriazione indebita di proposte altrui. La sospensione dei pagamenti a Israele è simbolica: dato che von der Leyen ha escluso la società civile e lo Yad Vashem dal taglio, al massimo saranno congelati 6 milioni di finanziamenti futuri annui e 14 milioni di progetti in corso. Quanto alla sospensione di parte dell'accordo di associazione, von der Leyen sa che non c'è la maggioranza qualificata in Consiglio, nemmeno per escludere le start-up di Israele da Horizon. Del resto, il pacchetto proposto da von der Leyen era stato rigettato dalla stessa presidente della Commissione prima della pausa estiva. Secondo le nostre informazioni, l'Alto rappresentante, Kaja Kallas, aveva proposto al collegio dei commissari di sospendere il commercio con le entità israeliane nei territori occupati, ma la presidente della Commissione si era rifiutata, preferendo concentrarsi solo su Horizon. Anche la proposta di sanzioni non è farina del sacco di von der Leyen. Kallas da mesi cerca di far adottare dai governi al Consiglio misure restrittive contro i ministri e i coloni estremisti, ma incontra il veto dell'Ungheria e di altri paesi.

Gli annunci sulla difesa e l'Ucraina
Ursula von der Leyen è tornata a indossare i panni del ministro della Difesa che è stata per la Germania sotto Angela Merkel (senza grandi successi). Nel discorso sullo Stato dell'Unione ha delineato i suoi piani per l'Ucraina e la difesa europea. "Abbiamo bisogno di più pressione sulla Russia per farla venire al tavolo dei negoziati". Nei prossimi giorni sarà presentato il diciannovesimo pacchetto di sanzioni. Von der Leyen vuole accelerare l'uscita dai combustibili russi e colpire i paesi terzi che aiutano la macchina da guerra di Vladimir Putin (ma non ha fornito dettagli). La Commissione proporrà un nuovo programma per permettere all'Ucraina di produrre più droni, soprattutto fuori dal paese, con un'apposita alleanza e 6 miliardi di prestiti. I droni Russi sulla Polonia sono una "violazione sconsiderata e senza precedenti" dello spazio aereo dell'Europa. "Piena solidarietà con la Polonia", ha detto von der Leyen, annunciando l'Eastern Flank Watch: un investimento nella sorveglianza dello spazio aereo alla frontiera orientale. "L'Europa difenderà ogni centimetro del suo territorio", ha detto la presidente della Commissione, prendendo a prestito uno slogan della Nato. Per fare in modo che i paesi dell'Ue siano pronti al rischio di guerra entro il 2030, sarà presentata una nuova road map al Consiglio europeo di ottobre per facilitare nuovi progetti comuni di difesa. La Commissione istituirà anche un "Semestre europeo della Difesa" per monitorare i progressi sulle capacità militari sul modello del Semestre europeo del Patto di stabilità che monitora le politiche fiscali.

Le concessioni a socialisti, liberali e verdi
Ursula von der Leyen ieri ha fatto concessioni a socialisti, liberali e verdi, che avevano messo in dubbio il loro sostegno prima dell'estate. Ai socialisti è stato promesso un piano per affrontare la crisi degli alloggi e una strategia europea contro la povertà. Per i liberali sono state annunciate delle iniziative sulla democrazia, lo stato di diritto e la libertà dei media (non è la prima volta). Il PPE è rimasto sorpreso dal suo annuncio che il futuro dell'auto in Europa è "elettrico". Nessuna apertura alla possibilità di salvare il motore termico dagli obiettivi zero emissioni nel 2035. I verdi possono rivendicare una vittoria. La presidente della Commissione ha cercato di convincere i deputati che l'accordo raggiunto con Trump sui dazi è "il migliore", perché l'alternativa sarebbe stata il caos. Ha anche tentato di rispondere all'accusa di aver rinunciato alla sovranità europea di fronte alle minacce di Trump di nuovi dazi. "Voglio essere assolutamente chiara su un punto: che si tratti di regolamentazione ambientale o digitale, siamo noi a stabilire i nostri standard, siamo noi a stabilire le nostre normative. L'Europa deciderà sempre per sé stessa". Donald Trump non è mai stato nominato dalla presidente della Commissione.

Von der Leyen rimane debole sul rapporto Draghi
Il punto debole di Ursula von der Leyen rimane l'economia. Il rapporto Draghi, presentato un anno fa, doveva essere la sua bussola, ma è rimasto in gran parte nel cassetto. "L’indipendenza dell’Europa dipenderà dalla sua capacità di competere negli attuali tempi turbolenti", ha riconosciuto la presidente della Commissione. Ma le promesse sulle raccomandazioni di Draghi sono le stesse di quelle fatte quando ha presentato la sua nuova Commissione a novembre: un 28esimo regime per le imprese; accelerare il lavoro sull'Unione dei risparmi e degli investimenti; far crescere tecnologie chiave come il quantum, l'AI o il biotech con un Fondo europeo apposito; un pacchetto per la produzione delle batterie; un altro pacchetto per le reti; un'iniziativa chiamata "Autostrade dell'energia". L'urgenza per evitare la lenta agonia dell'Europa, paventata da Draghi nel suo rapporto, non sembra essere la priorità.

Stato della Disunione

PPE contro socialisti, Garcia Perez contro Weber
Non appena Ursula von der Leyen ha finito di parlare ieri, i due principali gruppi della maggioranza si sono scontrati l'uno con l'altro, rigettando l'appello all'unità delle forze europeiste lanciato dalla presidente della Commissione. Il leader del Ppe, Manfred Weber, ha accusato i socialisti di essere irresponsabili per il rifiuto di approvare un pacchetto di semplificazione Omnibus e aver messo in discussione l'accordo sui dazi con Trump. La capogruppo dei socialisti, Iratxe Garcia Perez, visibilmente irritata ha accusato Weber di essere il “nemico principale” di Ursula von der Leyen. “Presidente von der Leyen mi dispiace molto. Oggi è risultato chiaro chi è il suo nemico principale: il signor Weber del PPE. Lei ha profuso tutti gli sforzi possibili per cercare di presentare qui un programma di lavoro in cui tutte le forze europeiste si sentano rappresentate”, ha spiegato Garcia Perez. “Il responsabile del perché la piattaforma, la maggioranza europeista, non funziona in questo Parlamento, ha un nome e un cognome: si chiama Manfred Weber, Partito popolare europeo”.

Nel PPE critiche sottovoce a von der Leyen per il ritardo sul mercato unico
Criticata per il ritardo nell'attuazione delle raccomandazioni di Mario Draghi, Ursula von der Leyen ha promesso di fare progressi sul mercato unico e di aprire i cantieri sulle reti elettriche e le telecomunicazioni. “Abbiamo bisogno di scadenze politiche chiare. Per questo motivo presenteremo una tabella di marcia per il mercato unico fino al 2028”, ha detto la presidente della Commissione. La road map toccherà capitali, servizi, energia, telecomunicazioni, il 28° regime (per le imprese) e la quinta libertà per la conoscenza e l'innovazione. Dentro il PPE non tutti sono soddisfatti della velocità di crociera di von der Leyen. “Sulla base del rapporto Draghi, ci sono alcuni annunci degni di nota: un mercato unico per le telecomunicazioni e l'elettricità per rafforzare la resilienza, insieme a un'unione dei mercati dei capitali. Tuttavia, la tabella di marcia per il mercato unico è necessaria ora, non solo per il 2028”, ci ha detto l'europarlamentare tedesco del PPE, Andreas Schwab.

Nei socialisti critiche a voce alta per Gaza e l'accordo con Trump
“Lei è stata in Scozia su un campo da golf a seppellire i rapporti Draghi e Letta”, ha detto la presidente del gruppo socialista, Iratxe Garcia Perez, a Ursula von der Leyen durante il dibattito sullo Stato dell'Unione. I socialisti confermano la loro opposizione all'accordo sui dazi con Trump. Il Parlamento europeo voterà sull'azzeramento dei dazi per i prodotti industriali americani. Garcia Perez ha chiesto a von der Leyen di “attivare lo strumento anti-coercizione” di fronte alle nuove minacce di dazi da parte di Trump sulla regolamentazione digitale. Le critiche più dure riguardano Gaza. “Dov'è l'Europa a Gaza?”, ha chiesto Garcia-Perez. “Abbiamo sentito le sue proposte”, ma arrivano troppo tardi”. Secondo la leader dei socialisti, “se muore Gaza muore l'anima dell'Europa. Mettiamo fine al genocidio. Questo genocidio va fermato”.

Renew denuncia lo spettacolo patetico di PPE e socialisti e chiede a Ursula di controllare Weber
La presidente del gruppo liberale di Renew, Valérie Hayer, ha chiesto a Ursula von der Leyen di rimettere in riga Manfred Weber, considerato responsabile della frattura interna alla maggioranza europeista. “Penso alle persone che sono a casa e che guardano allo spettacolo patetico delle nostre divisioni. Entri nel gioco signora Presidente. E' la condizione sine qua non perché l'agenda che ci ha presentato questa mattina diventi la realtà”, ha detto Hayer. Secondo la leader di Renew, questa è “l'ultima chance per questa maggioranza pro europea”. Hayer ha chiesto a von der Leyen anche “meno comunicazione, più regolamenti” sul rapporto di Mario Draghi. “Le parole sono state quelle giuste, Ora serve azione”.

Estrema destra ed estrema sinistra presentano due mozioni di sfiducia
Il gruppo di estrema destra dei Patrioti e quello di estrema sinistra The Left hanno raccolto le firme per presentare ciascuno una nuova mozione di sfiducia contro Ursula von der Leyen, dopo quella che era stata bocciata lo scorso luglio dal Parlamento europeo. L'esito sarà lo stesso. Compresa la possibilità per von der Leyen di usare un altro dibattito a suo favore, per far dimenticare le critiche interne alla sua maggioranza sulla sostanza delle sue decisioni. "La giornata è iniziata con il discorso sullo stato dell'Unione di Ursula von der Leyen, culminato in una mozione di sfiducia nei suoi confronti. E siamo solo mercoledì”, si è comunque felicitato il premier ungherese, Viktor Orban.

(Il Mattinale Europeo del 11/09/2025)

 
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