UE e India firmano uno storico accordo commerciale
L’accordo commerciale tra Unione europea e India rappresenta “la migliore risposta alle sfide globali”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha commentato la firma dell’intesa, destinata a creare un mercato potenziale da due miliardi di persone.“Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo concluso la madre di tutti gli accordi commerciali. Stiamo creando un mercato di due miliardi di persone”, ha dichiarato von der Leyen intervenendo alla cerimonia di firma insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e al primo ministro indiano Narendra Modi.
La presidente della Commissione ha parlato di “una storia tra due giganti, la seconda e la quarta economia mondiale, che scelgono la partnership in un autentico approccio win-win”, sottolineando che l’intesa invia “un messaggio forte: la cooperazione è la migliore risposta alle sfide globali”.
Secondo von der Leyen, l’accordo “integrerà ulteriormente le nostre catene di approvvigionamento e rafforzerà il nostro potere manifatturiero congiunto”, consentendo una riduzione fino a 4 miliardi di euro l’anno di dazi doganali per gli esportatori europei, incluse le piccole e medie imprese. L’intesa, ha aggiunto, “creerà buoni posti di lavoro per milioni di lavoratori, in India come in Europa”.
La presidente della Commissione ha ricordato che oltre 6.000 aziende europee sono già attive in India, dove garantiscono circa 3,7 milioni di posti di lavoro. “Con questo accordo in vigore, possiamo affermare con certezza che molte altre seguiranno”, ha detto.
Sul piano politico, l’intesa segna anche un passaggio simbolico nelle relazioni bilaterali. “La giornata di oggi è storica: si apre un nuovo capitolo nelle relazioni tra Unione europea e India, dal commercio alla sicurezza, fino ai legami tra le persone”, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Il vertice, ha aggiunto, “invia un messaggio chiaro: in un ordine globale in fase di riorganizzazione, l’Ue e l’India si uniscono come partner strategici e affidabili”.
Da parte indiana, il premier Narendra Modi ha definito l’accordo di libero scambio “il più grande mai concluso dall’India”, parlando di un’intesa “storica” destinata a spingere gli investimenti reciproci e a rafforzare le catene di fornitura globali. “Non è un semplice accordo commerciale, ma un progetto di prosperità condivisa”, ha affermato, sottolineando che l’intesa aprirà “nuove opportunità per studenti e lavoratori indiani nell’Unione europea”.
Modi ha inoltre evidenziato la dimensione strategica dell’intesa in materia di sicurezza e difesa, che “rafforzerà l’impegno comune per un ordine internazionale basato sulle regole, amplierà la cooperazione nell’Indo-Pacifico e creerà nuove opportunità di sviluppo e produzione nel settore della difesa”. Si tratta, ha concluso, di “una partnership per il bene comune” che contribuirà a rafforzare la stabilità del sistema internazionale in una fase di crescente disordine globale.
L’UE e l’India avevano avviato i negoziati per un accordo di libero scambio nel lontano 2007. I colloqui furono sospesi nel 2013 e poi ripresi nel 2022. Il 14mo e ultimo ciclo formale di negoziati si è svolto nell’ottobre 2025, seguito da discussioni intersessionali a livello tecnico e politico. Contemporaneamente alla ripresa dei negoziati per l’accordo di libero scambio, l’UE e l’India hanno avviato anche i negoziati per un accordo sulle indicazioni geografiche e un accordo sulla protezione degli investimenti. Tuttavia, al momento, i negoziati per questi accordi sono ancora in corso.
Secondo quanto riferisce la Commissione europea in una nota, l’intesa ridurrà i dazi in diversi comparti, inclusi automotive e agroalimentare, mantenendo però esclusi dalla liberalizzazione alcuni prodotti sensibili come carne bovina, carne di pollo, riso e zucchero.
L’accordo prevede l’eliminazione o la riduzione dei dazi sul 96,6% delle esportazioni di merci dell’UE verso l’India, con un risparmio stimato in circa 4 miliardi di euro l’anno.
Sul fronte industriale, i dazi sulle automobili scenderanno gradualmente dal 110% al 10%, mentre quelli sui ricambi automobilistici saranno aboliti entro cinque-dieci anni; sono inoltre destinati a essere in gran parte eliminati i dazi che arrivano fino al 44% sui macchinari, al 22% sui prodotti chimici e all’11% sui prodotti farmaceutici, oltre a quelli su aeromobili e veicoli spaziali (dall’11% a zero per quasi tutti i prodotti) e su ferro e acciaio (dal 22% a zero su quasi tutti i prodotti).
Per l’agroalimentare, l’intesa elimina o riduce dazi mediamente oltre il 36% sulle esportazioni UE: i dazi sui vini scenderanno dal 150% al 75% all’entrata in vigore e poi fino al 20%, quelli sull’olio d’oliva dal 45% allo 0% in cinque anni, mentre prodotti trasformati come pane e dolciumi vedranno eliminati dazi fino al 50%; resta fermo che tutte le importazioni indiane dovranno rispettare le norme europee su salute e sicurezza alimentare.
Un capitolo specifico è dedicato alle piccole e medie imprese, con punti di contatto per informazioni e assistenza sull’applicazione dell’accordo.
L’intesa garantisce anche un accesso più favorevole al mercato indiano dei servizi, inclusi servizi finanziari e trasporto marittimo, rafforza la protezione e l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale e include un capitolo su commercio e sviluppo sostenibile (ambiente, clima, diritti dei lavoratori e parità).
Parallelamente è previsto un memorandum d’intesa per una piattaforma UE-India sulla cooperazione climatica, con lancio nella prima metà del 2026, e – nel rispetto delle regole di bilancio europee – un sostegno fino a 500 milioni di euro nei prossimi due anni per accompagnare la transizione industriale sostenibile indiana.
I testi passeranno ora a revisione giuridica e traduzione. La Commissione presenterà la proposta al Consiglio per la firma e la conclusione, servirà poi l’approvazione del Parlamento europeo e la decisione finale del Consiglio, oltre alla ratifica indiana, prima dell’entrata in vigore.
(Simone Cantarini su Euractiv del 27/01/2026)
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