Giovedì 4 giugno 2026
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Una ciotola senza carne non è più un tabù

Vitadacani · Redazione ·
Sempre più padroni, spesso già vegani loro stessi, scelgono per i cani un’alimentazione a base vegetale, spinti da motivazioni etiche, ambientali o di salute.
Il fenomeno cresce nei numeri: secondo diverse società di ricerca il mercato globale del pet food vegano vale circa 6,5 miliardi di dollari e registra tassi di crescita a due cifre.
Un’offerta che va dalle crocchette agli snack, fino agli umidi con proteine vegetali o carne coltivata.

La domanda che molti proprietari si pongono è se i cani, onnivori come gli uomini, possano vivere bene senza carne.
Una risposta arriva dall’Università di Nottingham: gli esperti hanno analizzato la completezza nutrizionale di 31 alimenti per cani a base di carne e vegetali nel Regno Unito, analizzando il contenuto proteico totale e i singoli aminoacidi, acidi grassi, oligoelementi e elementi principali, vitamina D e tutte le vitamine del gruppo B.
Lo studio, pubblicato sulla rivista PLOS One e guidato da Rebecca Brociek, mostra che i profili nutrizionali sono simili. «Le diete vegetali, se formulate correttamente, possono essere un’alternativa sana e praticabile», ha spiegato la ricercatrice, pur evidenziando che nelle formulazioni vegane risultano più bassi iodio e vitamine del gruppo B.
In realtà nessuno dei prodotti testati ha rispettato tutte le linee guida fissate dalla Fediaf, la federazione europea dei produttori di pet food: a conferma che l’etichetta “completo” non sempre coincide con la perfezione nutrizionale.
Gli autori invitano quindi i produttori a colmare le carenze e i proprietari a non improvvisare, consultando un veterinario.

Il parallelo con la dieta umana è evidente: anche per i cani non conta tanto l’ingrediente quanto il nutriente. Proteine, amminoacidi, vitamine e minerali devono arrivare nella giusta combinazione, indipendentemente dalla fonte.
Ed è qui che entra in gioco l’impatto ambientale.
Studi internazionali hanno stimato che il pet food, soprattutto quello ricco di carne, genera emissioni comparabili a quelle di un Paese di medie dimensioni. Spostarsi verso formulazioni vegetali, algali o a base di insetti significa abbattere l’impronta della ciotola e allinearla agli obiettivi di sostenibilità.
La British Veterinary Association ha ammesso nel 2024 che una dieta vegetale per cani è “possibile”, a patto che sia bilanciata e controllata. Resta però la cautela clinica: ogni animale è diverso per taglia, età e condizioni di salute. Per questo gli stessi ricercatori auspicano studi di lungo periodo sugli effetti delle diete vegane: bene la rivoluzione vegetale per gli amici a quattro zampe, purché non manchi anche la scienza dentro la ciotola. 

(Maicol Mercuriali su Italia Oggi del 24/09/2025)


 
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