Cercar di capire cosa succede a margine dei cortei di questi giorni

Niente scorciatoie o giustificazionismi dalla cosiddetta sinistra, no alle strumentalizzazioni della cosiddetta destra.
A seguito degli episodi di guerriglia urbana che hanno coinvolto importanti città come Milano, Torino e Bologna, emerge con chiarezza la necessità di ristabilire un confine tra dissenso e violenza.
I problemi che attanagliano il Paese – dall’aumento del costo della vita agli stipendi insufficienti, fino alla tutela dei servizi pubblici – sono reali e richiedono risposte concrete e immediate. Tuttavia chi devasta i beni pubblici e privati e aggredisce le forze dell’ordine non ha nulla a che fare con la tutela di questi diritti, ma usa la sofferenza dei cittadini come pretesto per creare il caos. E lo fa anche abbastanza male (dal loro punto di vista), visto che se avessero intenzioni “serie” potrebbero usare anche armi da fuoco e attentati dinamitardi. Invece sono ladruncoli che, per esempio, colgono l’occasione per devastare e rubare in negozi commerciali. Forse venduti a qualcuno che li fomenta mettendo nelle loro mani le bandiere di terroristi di professione.
La violenza non rafforza le ragioni della protesta: le cancella. Questo lo sanno tutti, manifestanti di vario tipo e politici di governo come di opposizione. Ma per l’occasione, più che alcuni, fanno finta di non saperlo. Il confronto pubblico rischia di essere distorto da due opposte estremizzazioni:
- L’errore dei "cattivi maestri": Una certa componente politica e culturale, detta di sinistra, che in questi giorni ha visto anche l’arrivo delle categorie di presunti genitori e insegnanti, sminuisce o giustifica la violenza, elogiando la ribellione e la contestazione fine a se stessa.
- La strumentalizzazione ideologica: Dall’altro lato, una parte della cosidetta destra sfrutta queste violenze per etichettare sbrigativamente l’intera protesta come "figlia della sinistra", con l’obiettivo di delegittimare anche le richieste economiche e sociali dei manifestanti.
Una politica responsabile ha l'obbligo di uscire da questa logica polarizzata. La difesa dei più deboli si fa risolvendo i problemi quotidiani e garantendo la legalità, emarginando chi strumentalizza e trattando i violentatori come tali.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc