Donare soldi al Comune di Niscemi per alleviare le sofferenze della frana? No, grazie

Il Comune di Niscemi ha attivato un conto corrente per donazioni volontarie per l'emergenza frana. Comprendiamo lo spirito altruistico che dovrebbe/potrebbe indurre un qualunque cittadino a donare. Comprendiamo anche la necessità per l’amministrazione della cittadina siciliana di farsi/rifarsi un volto di rispettabilità, ordinarietà e impegno.
Pur senza abbracciare la cultura del sospetto e dell’indignazione qualunquista (“Sono tutti ladri”), in virtù dei fatti e misfatti che hanno portato alla situazione attuale, non ci sentiremmo sicuri nel farci coinvolgere per donazioni che non si sa come e dove finiranno.
Nessun preconcetto nei confronti degli amministratori cittadini, ma fatti - comunali, regionali e nazionali - che ci fanno dubitare su donazioni che passeranno attraverso le mani e la burocrazia dei presunti responsabili della tragedia in corso.
Crediamo che le vittime della tragedia, i cosiddetti comuni cittadini, non ne risentiranno dall’arrivo o meno di queste donazioni. Non sono stati i soldi che mancano - ieri come oggi - a provocare la frana. La vicenda di Niscemi non è dovuta alla mancanza di fondi, ma alla cattiva gestione degli stessi, nonché l’elusione di stanziamenti alla bisogna che sono finiti altrove. Fondi e responsabilità che in questo momento sono oggetto di un rimbalzo di responsabilità da parte degli amministratori, oggi anche promossi a ranghi superiori di gestione politica rispetto a quando erano responsabili mentre la frana cominciava a manifestarsi e questi amministratori erano impegnati ad utilizzarli… cosa che non hanno fatto.
Valutazione diversa che manifestiamo per organizzazioni umanitarie che, nello spirito della loro essenza, dovessero richiedere donazioni per aiutare le popolazioni in qualunque contesto civico e politico.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc
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