Martedì 22 settembre 2026
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Droghe illegali. Italia unita con l’inizio della scuola

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Il filo conduttore della nostra pensiola (isole comprese) - al pari di pasta, vino, parmigiano, prosciutti/salami e pecorini vari - è anche il consumo e lo spaccio di droghe illegali. Dovunque non mancano.

 

L’offerta segue la domanda (che rimane alta e cresce nonostante gli sforzi delle campagne istituzionali per scoraggiare i consumi). 

 

Senza sottovalutare una domanda che più che talvolta si forma dopo l’offerta. Tipico è lo spacciatore che vende hashish ma che ha anche qualcosa di più pesante (in genere cocaina e pasticche di vario tipo) che, per  avere più guadagni, cerca di rifilare ad un consumatore mediamente poco informato e che si fa convincere perché spesso queste droghe più pesanti gli vengono offerte in promozione, quando non addirittura gratis (soprattutto pasticche). Tutti i mercati, neri o bianchi che siano, sono simili, pasticche o cereali per colazione che siano.

 

Le cronache del fine settimana appena passato risentono della riapertura delle scuole e di città tornate ai loro ritmi abituali (spaccio e consumo di droghe sono “ritmi abituali”).

Questa nostra Italia si ritrova unita dalla Sicilia alla Lombardia, passando per Sondrio,  Benevento, Catanzaro, Milano, Mantova, Viareggio, Firenze, Rimini, Rieti, Biella, Brindisi, Bologna, Vibo Valentia, Verbania, Arezzo, Venezia e Trento. Con particolare spicco a Roma dove, tra i diversi arresti, fanno più notizia i 24 del Quarticciolo con un migliaio di dosi tra crack, cocaina e hashish. In evidenza  le crack-room di Catania (che documentamo con le foto diffuse dalla polizia). In tema di piantagioni, da notare le 9mila di Cagliari e le cinque (con un migliaio di piante) rinvenute in Calabria/Aspromonte. Napoli si distingue per il sequestro di droni che cercavano di portare sostanze illecite all’interno del carcere di Poggioreale per alleviare le sofferenze/solitudini dei reclusi… col 30-35% in attesa di giudizio… probabilmente anche  perché i giudici sono troppo impegnati a star dietro alle questioni, piccole e grandi, delle droghe. Ricordandoci che, Poggioreale incuso, più di un terzo dei detenuti sono in custodia per fatti di droghe che, quasi sempre, commettono perché queste sono illegali... e anche qui  relativo aggravio dei magistrati.

 

Consumatori sempre in crescita ringraziano gli spacciatori che sono riusciti a non farsi beccare dalle autorità di polizia. Mentre queste ultime, impegnate a correre dietro a spacciatori disperati o narcos di media e grande taglia, si sono impegnati a tal punto da  distrarsi per compiti tipo sicurezza stradale (35 morti nello scorso fine settimana), convinti che, siccome ci sono i militari di “strade sicure” a far da vigili, tutto possa funzionare bene.

 

Ah, mentre scriviamo, i motori di ricerca e le agenzie continuano a sfornare fatti e nomi di altre  città... ma dobbiamo pur mettere un punto.


Qui i numeri del proibizionismo italiano per la settimana appena trascorsa

 

Aduc edita un quotidiano online (nazionale ed internazionale) sulle droghe illegali

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

 

 

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