Giovedì 11 giugno 2026
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Inflazione: specchio di un Paese in difficoltà

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Istat conferma le stime dell’inflazione dello scorso dicembre: +1,2% rispetto ad un anno fa (+1,5% media annuale). Una percentuale di per sé non problematica, considerato che un’economia senza inflazione in crescita significherebbe uno stallo generale. 

La percentuale è comunque interessante per come viene definita, tra alti e bassi dei vari comparti. 

A parte le crescite tipiche del mese di dicembre (le feste di fine anno) - trasporti (la cosiddetta alta stagione per treni e aerei), alimenti non lavorati (più che raddoppiati) - spicca il calo dei costi dei prodotti energetici non regolamentati (mercato libero, -5,2%), che regge bene con la crescita (+16%) del mercato regolamentato, perché quest’ultimo - luce e gas -  riguarda la nicchia degli utenti vulnerabili, poco più di 3 milioni. 
Mercato energetico in calo che sopperisce all’aumento, sempre costante, dei prodotti alimentari non lavorati (+3,4%). 

Prodotti alimentari che, per la Gdo (grande distribuzione organizzata) sono ora oggetto di un’indagine di Antitrust per capire se, oltre a riflesso di politiche e non-politiche del governo, ci sia la responsabilità degli attori del mercato che fanno un gioco sporco.  

La situazione più ampia, soprattutto per la spesa alimentare, è problematica. Il carrello della spesa, negli ultimi 5 anni è cresciuto del 24% (100 è diventato 124). Le bollette, invece, sono cresciute del 34,1%. 

Sia la modesta crescita dell’inflazione nell’ultimo anno che i confronti col carrello della spesa e le bollette negli ultimi 5 anni, vanno confrontati coi salari medi che, negli ultimi dieci anni, sono cresciuti del 14,7%.... salari che, al di sotto della media Ue, crescono la metà di questa media (siamo battuti anche dalla Spagna).


Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 
 
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