ABBASSARE I COSTI PER RILANCIARE I CONSUMI
INVITO DELL'ADUC ALLE ASSOCIAZIONI DEI COMMERCIANTI
Roma, 26 novembre 2002. Un euro uguale a mille lire? E' la convinzione di molti consumatori -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- che ogni giorno si apprestano a fare la spesa che, "opportunamente informati" dai commercianti, davano la colpa all'introduzione dell'euro. Per mesi abbiamo confutato questa tesi, contro un'informazione che poneva l'indice accusatorio sull'euro e sugli allarmi relativi alle possibili creste sul resto. Cosi' passavano in sordina gli aumenti (non gli arrotondamenti) che per mesi hanno imperversato, assottigliando il portafoglio dei consumatori. A piu' riprese abbiamo ascoltato le lamentele di rappresentanti delle associazioni dei commercianti che chiedevano al Governo misure per rilanciare i consumi, cioe' minori tasse o finanziamenti al settore (esiste la vergogna?). Nell'agosto scorso abbiamo dimostrato che i costi di alcuni prodotti agricoli erano diminuiti rispetto all'agosto del 2001, mentre aumentavano al consumo! Gli accordi tra gli enti locali e le associazioni dei commercianti cosi' come il blocco di alcune tariffe non sono altro che una presa in giro per i consumatori: si fermano i prezzi ai valori alti, cioe' si chiudono le stalle quando i buoi sono fuggiti! In una fase di economia stagnante i prezzi, e di conseguenza l'inflazione, dovrebbero diminuire, invece avviene esattamente il contrario. Per rilanciare i consumi non rimane che diminuire prezzi e ricondurli ai valori che avevano prima dell' introduzione dell'euro. Se i commercianti e i loro rappresentanti non comprendono e accettano questa sollecitazione non possono lamentarsi: la colpa e' tutta loro! Ai consumatori ripetiamo quanto detto da mesi: se le zucchine costano troppo lasciatele sul banco! Dopo qualche giorno il prezzo crollera'. E' una tecnica che puo' essere adottata per qualsiasi prodotto. Provare per credere.
Roma, 26 novembre 2002. Un euro uguale a mille lire? E' la convinzione di molti consumatori -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- che ogni giorno si apprestano a fare la spesa che, "opportunamente informati" dai commercianti, davano la colpa all'introduzione dell'euro. Per mesi abbiamo confutato questa tesi, contro un'informazione che poneva l'indice accusatorio sull'euro e sugli allarmi relativi alle possibili creste sul resto. Cosi' passavano in sordina gli aumenti (non gli arrotondamenti) che per mesi hanno imperversato, assottigliando il portafoglio dei consumatori. A piu' riprese abbiamo ascoltato le lamentele di rappresentanti delle associazioni dei commercianti che chiedevano al Governo misure per rilanciare i consumi, cioe' minori tasse o finanziamenti al settore (esiste la vergogna?). Nell'agosto scorso abbiamo dimostrato che i costi di alcuni prodotti agricoli erano diminuiti rispetto all'agosto del 2001, mentre aumentavano al consumo! Gli accordi tra gli enti locali e le associazioni dei commercianti cosi' come il blocco di alcune tariffe non sono altro che una presa in giro per i consumatori: si fermano i prezzi ai valori alti, cioe' si chiudono le stalle quando i buoi sono fuggiti! In una fase di economia stagnante i prezzi, e di conseguenza l'inflazione, dovrebbero diminuire, invece avviene esattamente il contrario. Per rilanciare i consumi non rimane che diminuire prezzi e ricondurli ai valori che avevano prima dell' introduzione dell'euro. Se i commercianti e i loro rappresentanti non comprendono e accettano questa sollecitazione non possono lamentarsi: la colpa e' tutta loro! Ai consumatori ripetiamo quanto detto da mesi: se le zucchine costano troppo lasciatele sul banco! Dopo qualche giorno il prezzo crollera'. E' una tecnica che puo' essere adottata per qualsiasi prodotto. Provare per credere.
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