Aduc – Osservatorio Firenze. Vietare gli assembramenti… per bene!
Sono importanti i provvedimenti di Palazzo Vecchio per evitare assembramenti. Individuate piazze e strade (un po’ sempre le stesse del centro storico), si vieta, ma con l’effetto “saputo e risaputo” che le persone si spostano altrove. Era stato così anche per i famosi panini che non potevano essere mangiati lì dove si acquistavano (via de’ Neri), e le persone se li andavano a mangiare davanti all’uscita Isozaki degli Uffizi e in piazza Signoria e San Firenze.La risposta sarebbe: divieti di assembramenti in tutta la città. Ognuno ne vede tanti davanti a locali pubblici ovunque. E non funziona il palliativo di consumare solo nei tavolini del singolo locale, limitando le vendite dello stesso e, mediamente, facendo lievitare i costi del servizio al tavolo.
Comprendiamo le difficoltà dell’amministrazione, che si deve barcamenare tra rigore sanitario, esigenze umane ed esigenze commerciali. Il risultato è un provvedimento molto mediatico ma di fatto inutile: gli assembramenti sono altrove.
E quindi?
Il problema sanitario rimane tutto.
Non comprendiamo perché questo divieto non sia esteso a tutta la città.
Impopolare e repressivo? Impopolare per un popolo che non vuole farsi una ragione che la pandemia c’è. Repressivo per chi crede che la propria libertà possa esser tale anche mettendo a rischio quella dell’altro?
Occorre il coraggio della presunta impopolarità. Altrimenti siamo sempre fermi e, anzi, peggioriamo. La lezione della passata primavera ed estate, con numeri pandemici inferiori agli attuali, non è servita?
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