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AGGRESSIONI CANINE: NON SERVONO MISURE MIRACOLISTICHE, OCCORRE LAVORARE SULLA PREVENZIONE

Comunicato ·

Firenze 2 febbraio 2007
Intervento dell'on Donatella Poretti della Rosa nel Pugno, segretario della Commissione Affari Sociali
L'ultimo episodio di cronaca in cui una bambina e' finita in gravi condizioni all'ospedale a causa dell'aggressione di un cane, deve riportare all'attenzione la necessita' di investire sulla prevenzione. Come abbiamo sottolineato praticamente quotidianamente dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'ordinanza del ministero della Salute lo scorso 13 gennaio, "Tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione di cani", fare norme ingiuste ed inefficaci e' la maniera per lavarsi la coscienza e lasciare intatto il problema.
L'ordinanza che prevede sempre nei luoghi aperti al pubblico, l'obbligo di museruola e guinzaglio per i cani di una lista di razze cosiddette pericolose, non avrebbe in alcun modo evitato l'aggressione di ieri. Il cane Corso, come del resto il Doberman, il Pastore Maremmano o l'American Staffordshire, non rientrano in quella lista stilata da una commissione di esperti nel 2003 in cui non era stato inserito neppure il Rottweiler -quest'ultimo pero' aggiunto in fretta e furia nell'ordinanza-; inoltre trattandosi di un giardino di una villa, e percio' non di un luogo aperto al pubblico, il cane non aveva alcun obbligo di guinzaglio e museruola.
Per cercare di prevenire queste aggressioni occorre un lavoro culturalmente piu' complesso che l'obbligo in una ordinanza, bisogna partire dall'approfondimento del rapporto umano-cane. Occorre lavorare sulla prevenzione, sulla responsabilizzazione del proprietario e non sulla criminalizzazione del cane. Mentre la cronaca ci offre scoperte raccapriccianti di canili lager, occorre verificare gli allevamenti e gli addestratori. Prendere un cane e trasformarlo nel 2007 in uno strumento da difesa personale e da guardiano di casa, puo' portare a conseguenze di cui forse non siamo completamente coscienti.
Tutte le iniziative che un gruppo trasversale di una cinquantina di parlamentari fino ad oggi ha preso per cercare di far passare questo messaggio al ministero della Salute, si sono scontrate con un muro di gomma (1). A fronte di una rituale e ipocrita dichiarazione di disponibilita' di dialogo l'unica risposta che abbiamo ottenuto con interpellanze e richieste di informative e' stata una fredda, burocratica e antiscientifica posizione che non indaga le cause delle aggressioni, non si interroga sui comportamenti umani e animali, ma liquida il tutto con una misura che criminalizza alcune razze di cani senza affrontare il problema.

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