Mercoledì 15 luglio 2026
Menu

"OTTO PER MILLE":

Comunicato ·
CONOSCERLO
COME VENGONO USATI I NOSTRI SOLDI CHE DIAMO ALLE CONFESSIONI RELIGIOSE.
PER L'83,36% DATO ALLA CHIESA CATTOLICA E' VERAMENTE DIFFICILE ….

Firenze, 16 Aprile 2002. E' stata pubblicata la terza puntata dell'inchiesta dell'Aduc sul contributo obbligatorio dell'"otto per mille". A cura di Annapaola Laldi, nella rubrica "La Pulce nell'orecchio" che la stessa giornalista cura sul portale dell'associazione clicca qui . Nella prima puntata era stato affrontata la difficolta' generale per documentarsi su chi, come e perche' dare l'indicazione del contributo per lo Stato o le varie confessioni religiose; nella seconda si e' documentato come lo Stato giustifica e spende il suo introito; nella puntata odierna si e' cercato di fare altrettanto per le confessioni religiose.
Al momento attuale, le Confessioni che hanno firmato l'Intesa con lo Stato, oltre alla Chiesa Cattolica (che e' la confessione per cui e' stato concepito questo contributo obbligatorio) sono otto, e precisamente: Valdesi, Avventisti, Assemblee di Dio in Italia (ADI), Ebrei, Battisti, Luterani, Buddhisti e Testimoni di Geova (le ultime due, pur stipulate, sono ancora in attesa dell'approvazione del Parlamento). Gli unici che non si sono mai avvalsi dell'"otto per mille" sono i BATTISTI. VALDESI E ADI NON partecipano alla redistribuzione delle quote non espresse, devolvendo allo Stato quelle di loro spettanza.
Nel 1998 (redditi del 1997) su 25.647.206 contribuenti, ha scelto la destinazione solo il 38,93% (9.984.271). Chi non ha scelto ha fatto si' che la "sua" quota sia andata, per l'83,36% (la percentuale di coloro che hanno scelto) alla Chiesa Cattolica, per il 13,36% allo Stato, e via dicendo per le altre confessioni, che tutte insieme si spartiscono solo un 3,28%.
Dopo un'approfondita ricerca (che e' integrale sul portale Internet), siamo arrivati alla conclusione che le confessioni con cattoliche danno un'idea abbastanza precisa della ripartizione dei fondi che percepiscono, mentre la Chiesa Cattolica parla di "OPERE DI CARITA'", e indica, a titolo esemplificativo, tutta una serie di ambiti, che danno solo l'idea, ma mancano i numeri.
COSA VUOL DIRE "RENDICONTO"?
Tutti i beneficiari dell'"otto per mille" sono tenuti per legge a trasmettere al Ministero dell'Interno un rendiconto annuale, sul cui concetto ci sono, pero', evidentemente, idee molto diverse.
Per i VALDESI si tratta di un elenco dettagliato, cosi' come per LUTERANI e AVVENTISTI. Per gli EBREI e l'ADI non si riesce a reperire o avere alcuna informazione. La CHIESA CATTOLICA, invece, fornisce un'informazione non analitica. A proposito delle "opere di carita'", ad esempio, indica gli stanziamenti globali per tre aree di intervento: Diocesi, Terzo Mondo e Finalita' di rilievo nazionale. Come, per chi, attraverso chi siano stati spesi i soldi non e' dato sapere. L'interessante e' che neppure il rendiconto ufficiale ai sensi dell'art.44 della L.222/1985 aggiunge informazioni piu' precise.
Perche' accade questo? Perche' la Chiesa cattolica non mette a disposizione dei contribuenti, che -per scelta o non scelta- concorrono al suo finanziamento, i dati analitici dei suoi interventi per il culto e la carita'? Il fatto che possano essere centinaia all'anno non e' un buona ragione per esentare chicchessia da un vero rendiconto della gestione di denaro pubblico. D'altro canto, si tratterebbe solo di trasferire sulla carta o sul web informazioni di cui l'erogatore dei fondi e' ovviamente gia' in possesso. E comunque un terzo o piu' della quota "otto per mille" per il culto e la carita' viene assegnata alle Diocesi che potrebbero benissimo fare un proprio agile rendiconto. Abbiamo visitato i siti di alcune delle maggiori diocesi, ma non abbiamo trovato ombra di un settore "otto per mille".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →