ANTENNE CONDOMINIALI PER I CELLULARI
Roma, 9 maggio 2003. Un altro elemento di contrasto, se mai ce ne fosse bisogno nelle infuocate assemblee condominiali, e' l'istallazione delle antenne per telefonini sul terrazzo condominiale. Contrasti che sono addolciti da offerte allettanti dei gestori, con un buon affitto e la proposta di servizi, e dalla semplice considerazione che "se non lo facciamo noi lo faranno quelli del palazzo di fronte". In effetti -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- coloro che hanno un antenna sopra la testa non devono temere perche' l'orientamento delle antenne indirizza le emissioni elettromagnetiche sul dirimpettaio ed e' costui che deve preoccuparsi che la potenza dei flussi sia a norma, cioe' rientri nei limiti stabiliti dalla legge. La competenza per la misurazione delle emissioni e' dell'ARPA, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, alla quale il cittadino puo' rivolgersi per chiedere informazioni ed eventuali verifiche. Quanto alla decisione dell'assemblea condominiale, questa dovra' essere presa all'unanimita', considerato che si tratta di servitu' nei confronti di un gestore telefonico e tenuto presente che l'istallazione pregiudica l'utilizzo diretto dell'area interessata. In relazione alla pericolosita' delle emissioni elettromagnetiche, vogliamo ricordare che ormai la maggioranza degli italiani possiede un cellulare, segno che i livelli di preoccupazione sanitaria non sono cosi' elevati e che, proprio a causa dei limiti piu' rigorosi imposti dalla normativa italiana rispetto a quella europea, sono proliferate le antenne sui tetti. Insomma o si diminuisce la potenza degli impianti a favore della loro diffusione o la si aumenta diradando le istallazioni. "Botte piena e moglie ubriaca" sono poco compatibili.
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