ARAGOSTA ALL'ARSENICO?
Roma, 18.3.2003. Pochi sanno che fino a qualche tempo fa in farmacia si poteva trovare un liquore all'arsenico, utilizzato come ricostituente per il trattamento delle malattie della pelle e per la cura dell'anemia. Nel medioevo era utilizzato dagli alchimisti nel tentativo di ottenere l'oro, ma gli esperimenti non ebbero successo. Quei tempi sono passati, anche per i problemi che ponevano, e l'arsenico e' tornato ad essere il veleno del delitto perfetto perche' privo di odore e sapore. L'arsenico e' presente nel nostro organismo ed e' assunto per via alimentare: in piccole dosi non produce effetti, anzi, sembra che migliora l'azione di trasmissione nel sistema nervoso centrale, a dosi maggiori esplica la propria azione fatale. E' la quantita' quindi che determina l'essere veleno ed e' opportuno controllare quanto arsenico introduciamo nel nostro organismo con gli alimenti -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. L'Organizzazione mondiale della sanita' ne ha fissato la quantita' massima giornaliera in 2.1 microgrammi per kg di peso corporeo; una persona di 70 kg quindi non dovrebbe assumere piu' di 147 microgrammi di arsenico al giorno. In uno studio della Universita' di Parma, sono stati analizzati i valori di arsenico nei crostacei pescati nel Mar Adriatico nel 1994. Ebbene 1 kg di crostaceo (aragosta, ecc) conteneva 183,9 microgrammi di arsenico. Non vogliamo fare allarmismo, perche' i dati si riferiscono a qualche anno fa (sperando che i valori siano diminuiti), perche' non tutti mangiano 1 kg di aragosta al giorno e perche' l'arsenico ha diversi gradi di tossicita' in relazione al suo stato chimico e alla forma del suo composto, certo e' che se aggiungiamo anche 287,9 microgrammi di arsenico per kg di molluschi cefalopodi (polpi, seppia, ecc), la cosa preoccupa un po'.
Alla memoria ci sovviene il film "Arsenico e vecchi merletti"
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