Martedì 14 luglio 2026
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AUMENTO DEI PREZZI E BOTTEGHE VUOTE

Comunicato ·
DOPO IL PANETTONE A 1 EURO, ASPETTARE I SALDI

Firenze, 27 Dicembre 2002. Nel generale clima di allarme per il calo dei consumi e nella girandola di proposte piu' o meno bizzarre che vengono fatte, il consumatore che rifugge da tentazioni monacali oggi da alcuni portate a modello di vita, e' bene che tenga bene i nervi saldi e l'intelligenza in allerta, ricordando che e' il suo potere e le sue decisioni a determinare il mercato.
Da una parte abbiamo il segretario generale della Cisl che chiede controlli sui prezzi, mentre dall'altra abbiamo i commercianti che continuano imperterriti nella loro politica di conversione 1 euro=1000 lire.
Nel caso di Savino Pezzotta, auspicando che le sue richieste di aumenti che non vadano oltre il tasso programmato di inflazione siano prese in considerazione per tutto cio' che e' monopolio e pubblico (non tanto con i blocchi temporanei che, come si e' dimostrato, non servono a niente, ma come filosofia economica generale dello Stato e dell'amministrazione), nello stesso tempo crediamo che se fosse posto un limite al mercato non pubblico, sarebbe l'inizio di un ulteriore peggioramento (ricordate il prezzi bloccati della Rc-auto a cosa hanno portato?), e un cambio di rotta che neanche il piu' socialdemocratico degli amministratori dell'Ue sarebbe disposto a farci passare.
Nel caso dei commercianti e delle loro prezzi 1 euro=1000 lire non possiamo che auspicare che i consumatori continuino a penalizzarli come hanno fatto prima di queste feste. Indice di grande maturazione e consapevolezza dei consumatori, ormai capaci di non farsi mettere i piedi in testa e di usare la loro grande forza economica per indirizzare il mercato.
C'e' un fatto importante che e' accaduto prima di Natale che dovrebbe far riflettere tutti, consumatori e commercianti. Non si era mai visto che un prodotto di massiccio consumo stagionale come il panettone, fosse messo in vendita a prezzi stracciati prima della tradizionale offerta post-feste "tre al prezzo di uno", che ha deliziato per anni le prime colazioni di molti ragazzi italiani durante i mesi di gennaio e febbraio. Il panettone e il pandoro di marche rinomate messi in vendita, con tanto di campagne pubblicitarie, mediamente a 1 euro, e' stato il segnale che il consumatore ha fatto capire chi fosse e quale potere avesse in mano: il non-acquisto ha convinto anche il bottegaio piu' riottoso ad adeguarsi.
Un fatto importante che e' bene che si ripeta, anche perche' ormai siamo alle porte con i saldi (in alcune citta' partiranno gia' dal 7 gennaio) e, male che vada, potremo acquistare cio' che ci interessa, ad un prezzo meno furbesco di quello attuale, solo fra pochissimo tempo.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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