AUMENTO PREZZI ALIMENTARI. CONTINUANO I BUCHI NELL'ACQUA DEL GOVERNO E DEL MINISTRO DE CASTRO. BLOCCARE I VETI DELLE REGIONI E LIBERALIZZARE GLI ESERCIZI COMMERCIALI
Firenze, 30 Novembre 2007. Mentre il prezzo del grano a novembre e' diminuito di un ulteriore 10% rispetto a ottobre, il prezzo al dettaglio del pane su base annua (dati Istat dell'inflazione) e' aumentato del 3,7% e, come fa sapere Coldiretti, visti i prossimi consumi natalizi, il pandoro e' aumentato del 12% mentre il panettone del 9% sempre su base annua.
In questo contesto arriva il ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro, che, durante la riunione di coordinamento sul piano interministeriale antispeculazione indetta per fare il punto un mese dopo l'avvio del progetto, dice: "l'immediato e rilevante sforzo messo in campo dalla task force interministeriale dimostra l'attenzione prioritaria data dal governo all'emergenza dei rincari alimentari, per dare trasparenza e certezze ai consumatori e alle imprese".
Grazie, signor ministro. Le siamo molto grati per la sua attenzione e quella del suo Governo, ma, visti i risultati, ne faremmo volentieri a meno. Su base annua gli alimentari sono aumentati del 3,7% a fronte di una media inflazionistica del 2,5%, quindi cio' che e' maggiormente sotto l'attenzione delle sue politiche e' tra i prodotti che sono maggiormente rincarati, 1,2% in piu' della media generale.
Il ministro De Castro non e' nuovo a queste sortite smentite poi da fatti e numeri (1) e, imperterrito, continua in questa sua politica per affrontare l'aumento dei prezzi con risultati contrari agli obiettivi dichiarati. Sia lui che il Governo piu' in generale, potrebbero intervenire per rimediare alla follia degli aumenti ingiustificati (il prezzo del grano che diminuisce mentre quelli di pane e pasta aumentano), ma omettono in virtu' degli equilibri della loro maggioranza: basterebbe favorire l'unico provvedimento che puo' realmente far abbassare i prezzi, moltiplicare l'offerta e migliorare la qualita', cioe' dare fiato alla riforma Bersani sulla liberalizzazione degli esercizi commerciali, riforma bloccata dai veti delle Regioni cosi' come rilevato anche dall'Antitrust in una recente indagine (2). Cioe' non c'e' mercato e concorrenza: una situazione tipica in cui i fenomeni e le fiammate speculative trovano fervido terreno e il consumatore e' l'unico soggetto che paga... anche per l'incapacita' di chi ci governa.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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(2) Stiamo solo parlando di quanto ha rilevato l'Autorita' Antitrust sullo stato di attuazione della riforma Bersani da parte delle Regioni sulla liberalizzazione degli esercizi commerciali, quando dice che queste ultime "hanno adottato indirizzi per l'insediamento delle attivita' commerciali e criteri di programmazione urbanistica che hanno di fatto prodotto una cristallizzazione degli assetti concorrenziali esistenti, non coerente con lo spirito della riforma". Paragrafo 384 dell'Indagine conoscitiva sulla distribuzione agroalimentare IC28:
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