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BANCHE: PERCHE' L'ANTITRUST HA GRAZIATO L'ABI?

Comunicato ·
Firenze 11 luglio 2007. L'Antitrust ha fatto male a non multare le banche per la circolare truffa dell'agosto 2006. Circolare che era gia' stata bloccata dall'Authority presieduta da Antonio Catricala' a settembre e ora definitivamente bocciata. Dopo l'approvazione del primo decreto Bersani che sanciva l'annullamento delle spese di chiusura dei conto correnti, l'Abi, l'associazione delle banche, emano' una circolare alle loro associate che di fatto annullava gli effetti del provvedimento governativo. Uno scandalo alla luce del sole, che avevamo subito denunciato [1].
Dopo la sospensione di settembre, l'Antitrust ha fatto i suoi accertamenti e ha appurato: "la circolare Abi sullo ius variandi del 7 agosto 2006 costituisce un'intesa restrittiva della concorrenza". Peccato che poi l'Autorita' aggiunga: "L'istruttoria si e' tuttavia chiusa senza sanzione alla luce delle iniziative spontaneamente assunte dall'ABI nel corso del procedimento che hanno posto fine all'infrazione, peraltro di durata brevissima".
Tale clemenza e' gravissima. Legittima il comportamento delle banche, che continueranno a pensare in questo modo: provo ad infinocchiare i clienti, se poi qualcuno mi blocca, mi pento e vengo graziata.
Tale decisione e' ancora piu' grave se si considera le denuncia di qualche giorno fa dello stesso presidente Catricala' che ha provato sulla propria pelle la "solerzia" con cui i banchieri italiani rispettano le leggi: "E' capitato anche a me che per l'estinzione di un vecchio mutuo la banca mi abbia chiesto una penale piu' alta' di quella stabilita dagli accordi tra Abi e Consumatori".
Quindi, perche' nessuna sanzione? Rafforziamo il nostro convincimento che le Autorita' di Garanzia servono sempre meno alla difesa dei diritti del cittadino consumatore/risparmiatore, mentre sono sempre piu' funzionali agli interessi delle aziende, in questo caso banche.

Domenico Murrone, consigliere Aduc

NOTA 1: il nostro comunicato del 23 agosto 2006
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