BSE: DALLE MUCCHE ALLA VERDURA?
Firenze, 18 Aprile 2003. Il prossimo maggio entra in vigore una normativa comunitaria che consente l'utilizzo di farine animali ricavate dagli scarti della macellazione, come fertilizzanti per gli ortaggi. Si tratta di quelle farine animali il cui uso e' bandito nell'alimentazione bovina, perche' ritenute causa del morbo Bse (mucca pazza) che, anche se non se parla se non nei settori di nicchia, a tutt'oggi e' tutt'altro che debellato o marginale rispetto agli allevamenti di carni bovine da macello.
Fino ad oggi (e la norma e' ancora in vigore) queste farine, di cui sono pieni i magazzini, erano destinate alla termodistruzione. Ma, mentre non ci sono piu' i contributi pubblici per queste distruzioni, si e' avvicinata l'entrata in vigore di questa norma per un utilizzo "alternativo". Stiamo parlando di una produzione annua di circa 420 mila tonnellate di farina (ad alto, specifico e basso rischio) che non dovra' essere piu' distrutta ma rientrera' come fertilizzante nel ciclo alimentare: una quantita' la cui reintroduzione e incentivazione sul mercato non e' un fatto economico secondario (su cui, visto l'andazzo che talvolta si manifesta in vari settori economici, non e' escluso che piu' di qualcuno si senta legittimato a non dire le cose come stanno e a fare cose ben oltre il concesso).
In questo contesto, visti i precedenti ancora in corso per l'uso con i bovini, e' bene essere diffidenti e chiedere piu' informazioni possibili a chi di dovere.
Soprattutto per non doverci ritrovare domani in una situazione simile a quella della Bse. Sbagliando s'impara, o no?
Per cui, queste farine di derivazione animale, siamo sicuri che come fertilizzanti non provocano gli stessi danni (o nuovi danni .. comunque danni) come nel caso dei bovini?
Una domanda che giriamo al ministero delle Politiche Agricole, e su cui aspettiamo molto piu' di una generica risposta di allineamento alle disposizioni della Comunita', proprio perche' queste ultime non sono mai state (specialmente in materia, visti i precedenti) il massimo della certezza e trasparenza.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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