Mercoledì 15 luglio 2026
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COMUNICAZIONI IN AFGHANISTAN E CONTRIBUTI ITALIANI ED EUROPEI

Comunicato ·


L'ADUC SCRIVE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ITALIANO E AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA: COSTI PAZZESCHI PER IL CONSUMATORE FINALE, DOVE SONO GLI AIUTI PER UNO STRUMENTO FONDAMENTALE?

Firenze, 9 Aprile 2002. Il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito, ha inviato il seguente messaggio al presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e la presidente della Commissione europea, Romano Prodi.
Gentile Presidente
La Afghan Wireless Communication (Awcc) ha inaugurato la prima rete di telefonini Gsm in Afghanistan, con tanto di premier provvisorio Hamid Karsai che l'ha battezzata collegandosi con due suoi concittadini esiliati in Germania. Ma acquistare un cellulare, in quel Paese, costa 450 Usd (511 euro), mentre lo stipendio medio di un funzionario e' di 40 Usd al mese.
Ci sembra un costo pazzesco se paragonato al gia' alto costo dei telefonini in Italia (con 60-70 euro se ne puo' acquistare uno della fascia tecnologica bassa), e del mercato mondiale in generale.
Stiamo parlando della possibilita' di comunicazione in un Paese che ha vissuto e sta vivendo le note vicende, e dove la telefonia mobile, allo stato dei fatti (visti i tempi lunghi che, per la configurazione geografica del Paese, necessiteranno per la costruzione di una rete via cavo), appare l'unica soluzione per far si' che lo stesso diritto alla comunicazione possa svolgere importanti funzioni come in tutti i Paesi che hanno un sistema democratico: a maggior ragione dove il consolidamento di questo sistema e' al centro degli interessi del Governo provvisorio dell'Afghanistan come di tutti i Governi che hanno contribuito al suo insediamento.
In questo momento in Afghanistan ha preso il via una politica di costruzione di strutture e infrastrutture che creino, per esempio, le condizioni per cui anche i piu' isolati contadini non siano costretti a coltivare il papavero da oppio per il loro sostentamento (tra l'altro, come si apprende anche da fonti Onu, queste coltivazioni, dopo una breve stasi, in mancanza di altre forme di sostentamento stiano riprendendo vigore, provocando vere e proprie sommosse con morti nei funzionari di Stato che cercano di impedirlo). A questa politica non e' indifferente, ovviamente, la comunicazione, che dovrebbe diventare il centro intorno a cui far ruotare qualunque altra politica economica (stiamo parlando di "comunicazione diffusa", non di quella ad esclusivo appannaggio dei Governi).
E notorio che sia l'Italia che l'Ue sono tra i maggiori contribuenti e sostenitori. Non solo, ma l'Italia ha anche preso impegni formali nella costruzione del sistema televisivo di informazione: quindi non ha sottovalutato l'importanza di comunicazione e informazione.
In questo contesto, pero', ci sembra stridere il fatto che un telefonino, al consumatore finale, debba costare 450 Usd. C'e' qualcosa che non torna. E' giusto che un simile servizio debba essere pagato dal consumatore, perche' e' intento e interesse di ognuno che in Afghanistan sia avviata una economia di mercato, ma dieci volte di quello che e' un costo medio in Paesi dove un funzionario guadagna 1500/2000 Usd rispetto ai 40 Usd del suo omologo afghano, ci sembra tutt'altro che un invito al mercato e all'uso di un servizio.
La nostra richiesta e' che da parte italiana e comunitaria ci sia un intervento piu' preciso in materia, perche' tutti gli sforzi che possono essere messi in atto considerino l'importanza della costruzione di un sistema di comunicazione fruibile da tutta la popolazione a breve termine.
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