CONCERTO MARILYN MANSON. GLI ETERNI PRURITI DEI CENSORI "APERTI" E "CHIUSI"
Firenze, 22 Maggio. Il prossimo 7 giugno si dovrebbe tenere a Milano un concerto di Marilyn Manson, e la discussione si e' infervorita sul fatto se sia istruttivo o meno che alcune persone possano andare ad ascoltare questo artista la cui opera alcuni riconoscono come un incitamento alla violenza.
Fior fiore di politici e amministratori stanno dicendo la loro, prendendo le distanze in un modo o nell'altro.
L'aspetto piu' interessante e' che entrambe la parti schierate (pro-concerto o anti-concerto) ci tengono a precisare che queste espressioni artistiche sono da mettere all'indice: la differenza e' che per gli anti-concerto sono loro stessi che vogliono decidere per tutti cosa sia buono e cosa non lo sia, mentre per i pro-concerto vorrebbero che fossero gli eventuali consumatori di questa musica a decidere, ma dopo che si sono dovuti sorbire tutte le raccomandazioni possibili e immaginabili sulle brutture dei testi e delle note di Manson, in modo da essere stimolati a non andarci.
La differenza fra questi due "partiti"? Minima.
Perche' il giovane consumatore di musica viene comunque considerato come qualcuno da assistere, condizionare, portare per mano, indurre, demotivare . insomma qualcuno che, pur se il concerto ci sara', e' bene che non si faccia vedere da alcuno mentre entrera' o uscira' dalla sala.
E i censori "aperti" non sono molto diversi dai censori "chiusi". Primo perche' sono comunque censori, secondo perche' non si limitano a svolgere la funzione amministrativa per cui sono, per esempio, assessori agli Eventi o all'Educazione o al Divertimento o alla Cultura o al Tempo Libero (sono varie le dizioni che ogni Comune usa per indicare grossomodo la stessa funzione), ma cercano di manifestare il piu' possibile il loro pensiero, comunque indicando cio' che ritengono buono rispetto a cio' che ritengono cattivo. Cioe' fanno entrambi opera di proibizione (fisica e/o psichica) nei confronti di soggetti che, invece, hanno tutta la legittimita' e la capacita' di decidere da soli cosa ascoltare per godersi l'arte e il divertimento.
Aspettiamo che, in modo piu' coerente, non si continui a dissertare su "concerto si'" e "concerto no", ma si passi direttamente al sequestro di tutta la produzione di Marilyn Manson che circola in Italia, impedendo anche all'artista l'ingresso nel Paese, nonche' al sequestro di tutti i supporti delle produzioni di questo cantante che fossero trovati in un qualunque bagaglio a qualunque frontiera d'ingresso nel nostro Paese. Esagerazione? No! Semplicemente un invito alla coerenza verso tutti coloro che -censori- cercano di manifestarsi in tutti i modi possibili, come angelo e come diavolo.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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