Mercoledì 1 luglio 2026
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Depurazione acque. La beffa e' conclusa. Violata la Costituzione. Si attendono le nuove mannaie

Comunicato ·
Una nuova legge dello scorso 27 febbraio ha confermato cio' che era gia' nell'aria da tempo in rema di depurazione delle acque (1): le sentenze della Corte Costituzionale sono carta straccia, i sudditi sono tali, l'arroganza del potere (il Parlamento in questo caso) e' un costante invito alla clandestinita'.  

Antefatti.

- Fino ad ottobre 2008 gli utenti del servizio idrico pagavano per la depurazione dell'acqua anche se la stresa non c'era. La legge 36/1994, all'art.14 era esplicita: si paga anche se gli impianti non ci sono o gli stessi sono inattivi (2).
- l'8 ottobre 2008, la Corte Costituzionale, con sentenza 335/2008 asseriva: questo pagamento per la depurazione e' un corrispettivo di prestazione contrattuale e non un tributo, quindi e' irragionevole che sia dovuto in assenza del servizio (3).
 
Oggi.
La nuova legge 13/2009 (4) all'articolo 8 sexies stabilisce che:
- non si paga se non ci sono gli impianti, ma se c'e' un progetto si deve pagare (5);
- i rimborsi, entro il termine di cinque anni, a decorrere dal 1 ottobre 2009, sono dovuti ma dopo aver dedotto gli oneri derivanti dalle attivita' di progettazione, di realizzazione o di completamento delle opere avviate.
Quindi, la sentenza della Corte Costituzionale e' carta straccia: se stabilisce che si paga solo per un servizio fornito, perche' la nuova legge fa pagare per i progetti di questo servizio?
 
Domani e gia' un po' oggi:
- la sentenza della Corte Costituzionale ha detto che le tariffe dei vari gestori idrici devono comunque garantire l'equilibrio economico-finanziario della gestione;
- in questi anni in cui sono state pagate tariffe per depurazioni inesistenti, i gestori idrici, invece di accantonare questi introiti per i futuri impianti, li hanno utilizzati per l'ordinaria gestione;
- i gestori stanno gia' chiedendo alle Autorita' di Controllo (Ato: Autorita' di ambito) aumenti tariffari per gli ordinari consumi, si' da compensare gli introiti delle precedenti depurazioni inesistenti.
La nuova legge ha stabilito che sara' il ministero dell'Ambiente ad indicare i criteri ed i parametri per la restituzione delle somme gia' pagate e non piu' dovute. Visto l'andazzo di cui sopra, crediamo proprio che ne vedremo delle belle...
E pensare che qualcuno continua a domandarsi come mai il cittadino/contribuente medio tenda alla clandestinita'.

 
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(2) legge 36/1994. art.14. (Tariffa del servizio di fognatura e depurazione).
1. La quota di tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura e di depurazione è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. I relativi proventi affluiscono in un fondo vincolato e sono destinati esclusivamente alla realizzazione e alla gestione delle opere e degli impianti centralizzati di depurazione.
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(3) clicca qui
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(5) il pagamento della depurazione sara' dovuto solo "a decorrere dall'avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie all'attivazione del servizio di depurazione, purche' alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati"
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