ECCO GLI AUMENTI DELLE TARIFFE FS
PUNTUALI IN ARRIVO MENTRE DILAGA L'INUTILE CAMPAGNA PUBBLICITARIA DELLE FS.
SE DEVE ESSERE MONOPOLIO, CHE SIA DI AIUTO AI SUDDITI E NON SOLO A CHI CI GUADAGNA CON QUESTA PUBBLICITA'.
L'ADUC CHIEDE AL MINISTRO DEI TRASPORTI DI NON CONCEDERE GLI AUMENTI
Firenze, 13 Dicembre 2002. L'amministratore delegato dell'azienda Fs, Giancarlo Cimoli, ha fatto sapere che le tariffe ferroviarie, tra dicembre e gennaio, aumenteranno tra il 3,5 e il 4%.
Dopo l'aumento concesso e poi negato all'inizio del 2002, e dopo l'inutile blocco delle tariffe pubbliche deciso dal Governo ad agosto e "scaduto" lo scorso 30 novembre, c'era da aspettarsi che le ferrovie di Stato presentassero il loro conto, a spesa dei clienti obbligati. E con percentuali che non considerano neanche lontanamente quelli che sono i tassi inflazionistici (programmati e reali) del momento: chissa' perche' a fronte di una necessita' economica di un'azienda di Stato, ad impoverirsi per colmarla debba sempre essere il suddito .
Logica vorrebbe che fosse cosi' qualora non ci fossero alternative, e quindi, con la richiesta di sacrifici per tutti, i soliti tutti ne dovrebbero trarre un vantaggio.
Ma cosi' non e'.
Perche' proprio in questi giorni (e da diverse settimane) l'azienda Fs sta inondando la stampa e i media ad ogni livello, con una sicuramente costosissima campagna pubblicitaria in cui si elogia la comodita' del servizio. Campagna da "minculpop" perche', rispetto al mezzo ferrato, non e' che l'italiano medio abbia alternativa. Quindi quale sarebbe il guadagno dell'utente rispetto ad un servizio, che proprio perche' erogato in regime di monopolio, dovrebbe essere funzionale all'interesse pubblico? Ci sembra che non ci sia. Mentre ci sembra che ci sia il guadagno di chi fa questa pubblicita', di chi provvede alla sua distribuzione e di chi la espone sul proprio mezzo di informazione. Per quanto ci riguarda fanno benissimo i media ad esporre questa pubblicita', perche' guadagnano e, in teoria, piu' soldi hanno, piu' liberi sono. Ma resta come un macigno la domanda che, senza neanche chissa' quale speculazione filosofica ed economica, chiunque potrebbe farsi: ma tutti i soldi di questa campagna, perche' non vengono usati per quei fini per cui si richiede l'aumento di fine anno? Tanto gli utenti, non vedendo la campagna pubblicitaria, non andrebbero da un altro fornitore, perche' quest'ultimo e' semplicemente inesistente.
C'e' qualcosa che non torna.
E lo chiediamo al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, perche', come gia' fece l'anno scorso, impedisca questa lievitazione di tariffe, costringendo cosi' l'azienda Fs a rivedere le sue politiche di immagine e di uso del patrimonio.
Fintanto, per l'appunto, che c'e' il monopolio. Quando non ci sara', se mai accadra', sara' tutto un altro discorso. Ma questa per ora e' fantapolitica e fantaeconomia.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
SE DEVE ESSERE MONOPOLIO, CHE SIA DI AIUTO AI SUDDITI E NON SOLO A CHI CI GUADAGNA CON QUESTA PUBBLICITA'.
L'ADUC CHIEDE AL MINISTRO DEI TRASPORTI DI NON CONCEDERE GLI AUMENTI
Firenze, 13 Dicembre 2002. L'amministratore delegato dell'azienda Fs, Giancarlo Cimoli, ha fatto sapere che le tariffe ferroviarie, tra dicembre e gennaio, aumenteranno tra il 3,5 e il 4%.
Dopo l'aumento concesso e poi negato all'inizio del 2002, e dopo l'inutile blocco delle tariffe pubbliche deciso dal Governo ad agosto e "scaduto" lo scorso 30 novembre, c'era da aspettarsi che le ferrovie di Stato presentassero il loro conto, a spesa dei clienti obbligati. E con percentuali che non considerano neanche lontanamente quelli che sono i tassi inflazionistici (programmati e reali) del momento: chissa' perche' a fronte di una necessita' economica di un'azienda di Stato, ad impoverirsi per colmarla debba sempre essere il suddito .
Logica vorrebbe che fosse cosi' qualora non ci fossero alternative, e quindi, con la richiesta di sacrifici per tutti, i soliti tutti ne dovrebbero trarre un vantaggio.
Ma cosi' non e'.
Perche' proprio in questi giorni (e da diverse settimane) l'azienda Fs sta inondando la stampa e i media ad ogni livello, con una sicuramente costosissima campagna pubblicitaria in cui si elogia la comodita' del servizio. Campagna da "minculpop" perche', rispetto al mezzo ferrato, non e' che l'italiano medio abbia alternativa. Quindi quale sarebbe il guadagno dell'utente rispetto ad un servizio, che proprio perche' erogato in regime di monopolio, dovrebbe essere funzionale all'interesse pubblico? Ci sembra che non ci sia. Mentre ci sembra che ci sia il guadagno di chi fa questa pubblicita', di chi provvede alla sua distribuzione e di chi la espone sul proprio mezzo di informazione. Per quanto ci riguarda fanno benissimo i media ad esporre questa pubblicita', perche' guadagnano e, in teoria, piu' soldi hanno, piu' liberi sono. Ma resta come un macigno la domanda che, senza neanche chissa' quale speculazione filosofica ed economica, chiunque potrebbe farsi: ma tutti i soldi di questa campagna, perche' non vengono usati per quei fini per cui si richiede l'aumento di fine anno? Tanto gli utenti, non vedendo la campagna pubblicitaria, non andrebbero da un altro fornitore, perche' quest'ultimo e' semplicemente inesistente.
C'e' qualcosa che non torna.
E lo chiediamo al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, perche', come gia' fece l'anno scorso, impedisca questa lievitazione di tariffe, costringendo cosi' l'azienda Fs a rivedere le sue politiche di immagine e di uso del patrimonio.
Fintanto, per l'appunto, che c'e' il monopolio. Quando non ci sara', se mai accadra', sara' tutto un altro discorso. Ma questa per ora e' fantapolitica e fantaeconomia.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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