Mercoledì 15 luglio 2026
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FIDARSI DELLE INDAGINI DI MERCATO?

Comunicato ·


SEMBREREBBE DI NO: MA QUANTI SONO GLI ITALIANI PER CUI IL PASTO PRINCIPALE E' IL PRANZO?

Firenze, 25 Aprile 2002. Le indagini di mercato rivestono un ruolo importante nella nostra economia, perche', oltre a dare il polso a consumatori e legislatori, servono ad indirizzare le politiche economiche ed industriali. Il rigore con cui dovrebbero essere fatte, quindi, assume un aspetto determinante, da non sottovalutare.
Stiamo parlando di indagini su comportamenti economici -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- perche', se su quelle relative al comportamento politico ed elettorale ormai anche un bimbo sa che i risultati positivi o negativi per questo o quell'altro schieramento dipendono se e' lo stesso schieramento che ha commissionato l'indagine o dalla proprieta' dell'azienda che svolge il rilevamento, non dovrebbe essere altrettanto nel nostro caso. Specialmente quando i dati vengono diffusi dall'Istat (l'istituto ufficiale sotto il controllo governativo e di proprieta' dello stesso Governo). E' bene ricordare che non e' la prima volta che l'Istat ci da' qualche dubbio: il paniere e il sistema di calcolo dell'inflazione continuano a rimanere un mistero.
Vediamo cosa e' successo oggi.
L'indagine Multiscopo dell'Istat, diffusa in questi giorni, sulle abitudini alimentari degli italiani, ci fa sapere che per quasi il 70%, il pasto principale e' rappresentato dal pranzo: il 75% pranza abitualmente in casa, il 7,5% ricorre alle mense, il 2,7% utilizza ristoranti o trattorie, mentre un "misero" 1,9% sceglie il bar, e il 5,8% si adatta a pranzare sul posto di lavoro (e quindi tutte le differenze regionali, con il Meridione che privilegia il pranzo al 83,7% rispetto ad un 66,7% dell'Italia nord-occidentale).
Domani 26 aprile sara' in edicola la rivista "Salute Naturale", con una sua indagine sulle "sofferenze degli italiani da spuntino-veloce". Emergono tutti i mali possibili e immaginabili per il 56% degli italiani che, secondo questa indagine, "pranza sempre con un panino veloce" (il 30% si concede un primo piatto e un dolce, mentre il 14% salta il pranzo per recuperare poi alla sera).
Cioe' quelli che per l'Istat sono il 7,7% (1,9 che sceglie il bar + 5,8 che si adatta sul posto di lavoro) degli italiani, per la nostra rivista sono il 56%.
Noi non sappiamo chi ha torto o ragione, ma siamo un po' perplessi rispetto a questi dati che, presupponiamo, siano cosi' diversi rispetto al differente rigore statistico utilizzato. Ma sta di fatto che compaiono oggi sui mezzi di informazione uno -l'Istat- dicendo che per il 70% degli italiani il pasto principale e' il pranzo (che consumato per l'85,2% in casa, ristorante o mensa, si presuppone che sia piu' di un panino), l'altro -"Salute naturale"- che per il 56% degli italiani il pranzo e' "un panino di corsa sul posto di lavoro".
Ci avevano insegnato che le scienze statistiche sono, per l'appunto, una scienza, ma dobbiamo prendere atto che da scienza siamo passati a opinione. Non abbiamo elementi per dire quale delle due sia piu' scienza o piu' opinione, ma dal tritacarne dell'informazione statistica (in cui ha il suo bel posto anche l'Istituto ufficiale di statistica), nel piatto odierno ci e' servito anche questo. Noi non lo gustiamo. Anzi. E speriamo che legislatori, economisti, industriali e consumatori ci seguano.
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