Lunedì 13 luglio 2026
Menu

GUERRA: LE IMMAGINI DEI BAMBINI

Comunicato ·

Roma, 2 aprile 2002. "Nel caso di bambini malati, feriti o disabili, occorre porre particolare attenzione nella diffusione delle immagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso, si arrivi a un sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona." E' quanto scritto nella "Carta di Treviso" del 5 ottobre 1990, ribadita nel "Vademecum" del 25 novembre 1995, sottoscritta dalla Federazione nazionale della stampa e dall'Ordine dei giornalisti.
In queste settimane di guerra in Iraq, i media hanno completamente dimenticato questo impegno solenne e, pur di arrivare al sensazionalismo sopra ricordato, hanno pubblicato e pubblicano foto o immagini di bambini malati e feriti a causa della guerra -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Qualcuno obiettera' che la visione di immagini drammatiche non puo' che sensibilizzare l'opinione pubblica. Sensibilizzare o anestetizzare? La buona fede o le buone intenzioni lasciano il tempo che trovano e a noi sembra che al grido di "chi se ne frega" dei bambini purche' facciano notizia, si sia data la stura ad una forma di giornalismo deteriore, stante gli impegni sottoscritti. E' vero che la "Carta di Treviso" e il "Vademecum" attengono a norme di autoregolamentazione, quindi non obbligatorie, tant'e' che non vi sono sanzioni, ma allora a che serve sottoscrivere tali norme se alla prima occasione vengono violate? Lo chiediamo agli editori, alle rappresentanze dei giornalisti e soprattutto a coloro che decidono quali immagini devono essere trasmesse o pubblicate. Sottoscrivere impegni onorevoli e' facile, mantenerli e' difficile. Come sempre.

Un approfondimento sull'argomento, e i testi originali dei codici di autoregolamentazione sottoscritti, sono reperibili a questo indirizzo Internet: clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →