Martedì 14 luglio 2026
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LAVORARE E ACQUISTARE DI DOMENICA

Comunicato ·
I VANTAGGI PER I CONSUMATORI E PER L'ECONOMIA

Firenze, 19 Dicembre 2002. A margine delle polemiche che la probabile abolizione del tabu' del riposo domenicale, in cui si stanno cimentando essenzialmente coloro che temono un calo delle frequentazioni delle funzioni religiose che si tengono la domenica, c'e' un aspetto che a nostro avviso va considerato e che, senza paraocchi e pregiudizi, diventa quello fondamentale. Quello dei consumatori, che mette nella giusta dimensione quello dei lavoratori. Infatti per questi ultimi alcuno mette in discussione che abbiano diritto a 24 ore continuate di riposo (sono non pochi i casi in cui gia' oggi le ore continuate di non lavoro sono 48), e non comprendiamo quale differenza ci spossa essere se questo diritto al riposo venga esercitato in altri momenti della settimana, a maggior ragione perche' questi altri momenti potrebbero meglio combaciare con gli interessi dello specifico soggetto. Mentre molto nette sono le differenze se, come conseguenza di questa liberta' del giorno di riposo, nel commercio come nella produzione e nei servizi, ci fosse un'attivita' continua, sette giorni su sette.
Primo vantaggio sarebbe che ognuno potrebbe usufruire di tutti i servizi sempre, senza, per esempio, dover prendere un permesso al lavoro per andare a svolgere una pratica, o delegare ad altri componenti non-occupati della famiglia una serie di acquisti e funzioni che a lui sono impossibili per la concomitanza del suo orario di lavoro con quello di chi presta questi servizi. Una situazione, quest'ultima, che poteva essere funzionale quando nella famiglia di un tempo c'era sempre chi "stava a casa", ma che oggi non e' piu' tale perche' e' molto piu' frequente che in una famiglia lavorino in piu' d'uno (inclusi marito e moglie), e quindi sono impossibilitati a svolgere altri funzioni, se non sostenendo costi maggiori per assentarsi dal loro lavoro.
Secondo vantaggio. In virtu' di una societa' che e' organizzata per "stare aperta" a fasce orarie predefinite, durante queste ultime e' sempre piu' frequente l'intasamento e le relative attese: nei servizi pubblici come in quelli commerciali. E tutto quello che, nel contesto, viene coinvolto: trasporti pubblici e traffico urbano soprattutto, con conseguenti ricadute sulla qualita' degli stessi e dell'ambiente.
Insomma tutto quello che oggi avviene sostanzialmente in 5/6 giorni, in una media di 6/12 ore al giorno, se lo spalmiamo su 7 giorni in, per esempio, 12/24 ore al giorno, non puo' che avere delle ricadute positive in termini di qualita' di chi presta il servizio e di chi lo riceve.
Del resto, quanto gia' succede oggi, con le varie concessioni di questa o quell'altra amministrazione comunale ad aprire la domenica, nel settore del commercio (con le ricadute positive in termini di consumi e di posti di lavoro), dovrebbe gia' essere sufficiente a far comprendere la positivita' generale che se ne avrebbe de-strutturando tutta la societa' in questo modo, proprio a partire dalla liberta' di ognuno di determinare quando riposarsi e quando essere consumatore.
Una riflessione che porgiamo a chiunque abbia voglia di far si' che la propria liberta' non sia quella che viene concessa, ma quella che ognuno armonizza con quella degli altri.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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