LIBERALIZZAZIONI DEL GOVERNO. NON CANTIAMO VITTORIA IN ANTICIPO. OCCORRONO I PARTICOLARI E POI... PERCHE' E' FUORI L'ORDINE DEI GIORNALISTI?
Firenze, 30 Giugno 2006. Il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto di misure liberalizzatrici in molti settori: farmaci, taxi, avvocati, etc... E sono in molti che plaudono. Noi aspettiamo di vedere nei particolari cosa sono queste liberalizzazioni, in quanto questa parola e' spesso usata in modo improprio: si pensi, per esempio, alle liberalizzazioni dell'energia, dei telefoni, etc.. vanto di tutte le politiche ma cloaca monopolista di consolidamento dei poteri di Stato (golden share o meno che ci sia).
Inoltre il ministro Pierluigi Bersani e' padre di un'altra storica riforma liberalizzatrice, quella del commercio... e ancora oggi, dopo anni ed anni, e' un settore in mano ai poteri politici regionali e comunali.
Essere quindi scettici, e' il minimo.
I farmaci da banco nei supermercati? Bene, Ma come? Se e' il progetto della Coop, ci sta bene solo in parte, perche' ci sono ancora troppi ostacoli ad una concorrenza e ad un mercato che possa essere chiamato tale.
Liberalizzate le licenze dei taxi? Che vuol dire? Ci saranno piu' mezzi e a prezzi piu' bassi soprattutto nei momenti di punta?
Gli studi professionali potranno farsi pubblicita'? Era ora!
E l'ordine dei giornalisti, perche' e' rimasto fuori del tutto? Un settore di intoccabili per uno delle regolamentazioni professionali piu' assurde e limitative della liberta' di espressione e di stampa? Un settore dove, per evitare che il nostro Paese rimanga praticamente senza nuovi giornali, e' obbligatorio violare le norme che sono imposte...
Quindi siamo attenti e soddisfatti che di questi argomenti se ne parli e si prendano provvedimenti nei posti giusti, ma visti i precedenti, non ci fidiamo e staremo molto attenti perche' non si tratti solo di provvedimenti razionalizzatori dei poteri esistenti... che sono tutti contrari ai consumatori.
A "bocce ferme" e senza gli entusiasmi tipici delle partigianerie partitiche, valuteremo e agiremo di conseguenza.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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