Martedì 14 luglio 2026
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8 PER MILLE: CAMBIARLO?

Comunicato ·
SAREBBE POSSIBILE SE . A PARTIRE DA UN EMENDAMENTO ALLA FINANZIARIA .

Firenze, 11 Dicembre 2002. I senatori Francesco Nucara e Antonio Del Pennino hanno presentato un emendamento alla Finanziaria in cui chiedono che parte dell'8 per mille venga destinato alla ricerca e all'Universita', in particolare quella su cui i contribuenti non hanno dato indicazione, e su cui le norme attuali stabiliscono che sia distribuita ai beneficiari con le medesime percentuali raggiunte grazie a chi ha indicato la destinazione (confessione religiosa o Stato).
I presentatori, che fanno parte della maggioranza di Governo, non hanno voluto sbilanciarsi piu' di tanto. Perche' si tratterebbe di una disposizione provvisoria, limitata all'anno finanziario 2003, destinata al Fondo finanziamento ordinario dell'Universita' fino al ripristino dei valori previsti dalla legislazione vigente per il 2002, nonche' alla copertura degli incrementi stipendiali del personale universitario. Si sgraverebbero i bilanci delle Universita', e le somme rimanenti andrebbero al Fondo investimenti per la ricerca di base.
Per capire la dimensione economica di questa proposta di travaso, e' bene ricordare che la percentuale di coloro che non esprimono la destinazione dell'8 per mille e' quasi uguale a quella di chi la esprime (nel 1999, per esempio, l'indicazione era stata data solo dal 45,49% dei contribuenti, e questi avevano indicato lo Stato nel 14,43%, la Chiesa Cattolica nell'82,56% e il resto alle altre confessioni). Quindi stiamo parlando di finanziamenti che, per tutti coloro che ne usufruiscono, si dimezzerebbero. Situazione che sarebbe ancora peggiore per la Chiesa Cattolica, perche' il 32,43% (dati 2001) dei contributi che vengono destinati allo Stato, da quest'ultimo vengono poi stornati in diversi modi al Vaticano.
Alla luce di questi numeri, visto che con poca probabilita' la Chiesa Cattolica sarebbe disponibile a rinunciare a piu' della meta' dei soldi che gli provengono dall'8 per mille (e per impedire che cio' accada . non e' che gli manchino sostenitori in Parlamento e nel Governo, o altre forme di condizionamento) l'emendamento dei due senatori repubblicani sembrerebbe di quelli presentati per mettere la bandierina ad una possibile "pezza" sulla preventivata distrazione di fondi per l'Universita'. Per cui, riguardo al recepimento nella Finanziaria, abbiamo molti dubbi.
Pero', pur nella sua efficacia provvisoria, rappresenta un tentativo realistico e pratico di affrontare un deficit di lungimiranza (l'Universita') e, soprattutto, per smuovere il moloch dell'8 per mille. Che e' quello -se approvato l'emendamento- che ne risentirebbe di piu'. L'Universita', finita la "pezza" del regalino, tornerebbe con gli stessi problemi (salve, ovviamente, altre scelte in altri ambiti). L'8 per mille, invece, verrebbe per la prima volta rimesso in discussione da quando, nel 1985, si decise di intraprendere questa infelice scelta per i contribuenti (obbligati a finanziare anche coloro che non gradiscono) e per la liberta' religiosa.
Per questo auspichiamo che l'emendamento dei senatori Nucara e Del Pennino possa rappresentare un'occasione di sussulto per i molto dormienti che siedono in Parlamento, e una speranza per tutti i contribuenti desiderosi di onorare le loro scelte e di non subire la violenza delle leggi.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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