OTTO PER MILLE DELLO STATO
CONTINUA L'INCHIESTA DELL'ADUC: COME I SOLDI CHE I CONTRIBUENTI NON DANNO ALLE CONFESSIONI RELIGIOSE MA ALLO STATO, RITORNANO ALLE CONFESSIONI RELIGIOSE ….
Firenze, 2 Aprile 2002. Continua l'inchiesta dell'Aduc su come vengono utilizzati i soldi del contributo obbligatorio -otto per mille- che i contribuenti devono versare ad una confessione religiosa o allo Stato per iniziative a "scopi di interesse sociale o di carattere umanitario". Nell'indagine pubblicata oggi sul portale dell'Aduc, nella specifica rubrica "La Pulce nell'orecchio" curata da Annapaola Laldi, si fa un excursus su come e' utilizzata la quota di questo contributo spettante allo Stato (il testo integrale, con tabelle esplicative e' qui ).
Con il titolo "OTTO PER MILLE DELLO STATO - TRA CIFRE CHE PARLANO....", partendo dal presupposto che questo contributo fu creato con il preciso scopo di finanziare la Chiesa romana, mostra il fenomeno assurdo di uno Stato che si trasforma in elemosiniere e assegna a se stesso una parte delle tasse. E' per assegnare alla Chiesa romana una sovvenzione sicura, mascherata da libera scelta dei contribuenti, che lo Stato ha dovuto assumere la parte di pseudoconcorrente della Chiesa. Il fatto che, in seguito, siano state ammesse a beneficiare di questo contributo anche altre Confessioni religiose, si deve ad un emendamento proposto dai deputati radicali nella meta' degli anni '980, e accolto dalle Camere.
- COME SI FORMA L'OTTO PER MILLE DELLO STATO.......
sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi. IN CASO DI SCELTA NON ESPRESSA da parte dei contribuenti, LA DESTINAZIONE SI TABILISCE IN PROPORZIONE ALLE SCELTE ESPRESSE".
Un esempio: nel 1998, i contribuenti sono stati circa 25 milioni e mezzo; hanno espresso la destinazione poco meno di 10 milioni, cioe' il 38,93%. La preferenza allo Stato l'ha data il 13,36 di questi 10 milioni, che, pero', rispetto al totale, rappresentano solo il 5,03%. Per il meccanismo vigente, allo Stato e' andato il 13,36% di tutto l'otto per mille, e inoltre dovrebbe essersi assegnato anche la percentuale delle quote non espresse lasciatagli da Valdesi e ADI (per il 1998 un +1,83%).
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (ex Tesoro) stanzia quindi un importo iniziale su un capitolo di spesa dello stato di previsione.
- ......E COME VIENE SPESO
a) LA FALCIDIE DEI DECRETI -LEGGE (DD.LL)
Per lo meno dal 1993 e' invalso l'uso di destinarne una parte cospicua con DD.LL. Questa prassi continua anche adesso che e' in vigore il DPR 76/98, che stabilisce un preciso iter per la ripartizione, in cui non si fa menzione della possibilita' di usare i decreti-legge. Si nota che le spese fatte con DD.LL. assorbono sempre un'altissima percentuale del gettito otto per mille, e inoltre vanno in gran parte a finanziare la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace, destinazione molto dubbia quanto a legittimita' rispetto al DPR 76/98.
b).......CON QUEL CHE RESTA
Cio' che rimane dopo la sforbiciata dei DD.LL., viene ripartito con il Decreto del presidente del consiglio dei ministri fra i progetti accolti dopo il vaglio dei ministeri competenti.
La voce "conservazione dei beni culturali" (in cui rientrano tanto i restauri di edifici, di opere d'arte o di documenti, quanto la sistemazione di archivi e biblioteche) riporta in primo piano la Chiesa cattolica, destinataria di interventi il cui costo, in percentuale, arriva fino al 48,34% del 1998.
Cio' non toglie, tuttavia, che l'uso dell'otto per mille dello Stato a favore delle Confessioni religiose, che gia' usufruiscono di un loro contributo, risulti quanto meno singolare, se non proprio irrispettoso, nei confronti dei contribuenti che hanno scelto esplicitamente lo Stato al posto, appunto, delle Confessioni religiose.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti