PASQUA E OLIO DI OLIVA
Roma, 21 aprile 2003. Milioni di turisti si stanno spostando in questi giorni in occasione delle festivita' pasquali e del lungo ponte, consentito dalle ricorrenze del 25 aprile e del 1 maggio. Una occasione per acquisti di qualita' soprattutto per coloro che hanno scelto aziende agrituristiche o un turismo "campagnolo". E' una opportunita' per acquistare i prodotti tipici e di qualita' come l'olio di oliva -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Dovremmo dire olio extra vergine di oliva, perche' e' quello di maggior pregio, che assicura una acidita' inferiore all'1%. Oltre a queste indicazioni (extra vergine e acidita' inferiore all'1%) e' bene leggere l'etichetta e orientarsi su un olio DOP, cioe' a denominazione d'origine protetta: sta ad indicare che le olive sono state colte, spremute e l'olio imbottigliato in una determinata area geografica (es. Toscana, Umbria, ecc.). Questa informazione e' importante perche' consente al consumatore di individuare l'area di provenienza delle olive, che' altrimenti potrebbero arrivare da qualsiasi parte d'Italia o da Paesi Ue ed extra Ue, e poi essere spremute e imbottigliate, per esempio, a Lucca: sulla etichetta apparira' la dicitura "imbottigliato nello stabilimento di...(Lucca)", il che puo' far credere, erroneamente, che l'olio sia di Lucca, quando non lo e'. Ricordiamo che la maggior quantita' di olio viene prodotta in Puglia (40%) e in Calabria (26%). Se, oltre al nome del produttore o della societa', sulle etichette viene dichiarata la coltivazione biologica e la varieta' delle olive (moraiolo, frantoio, leccino, nocellara, coratina, casaliva), la data di raccolta e quella di consumo, non possiamo che consigliare l'acquisto.
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