Domenica 12 luglio 2026
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PENSIONI, TFR E FONDI PENSIONE

Comunicato ·

Roma, 5 settembre 2003. La notizia e' ormai entrata nelle teste degli italiani: con un aumento medio della vita, che arriva ad 80 anni, non e' possibile andare avanti con l'attuale sistema pensionistico. Nell'ultimo decennio vari Governi hanno messo mano alla riforma delle pensioni e anche oggi se ne riparla. Occorre lavorare per un numero maggiore di anni ed il confronto e' sulle modalita' con cui si vuol sollecitare i lavoratori a rimanere al proprio posto. Ogni cittadino che oggi ha 30 anni sa che la pensione che percepira' sara' all'incirca il 50% dello stipendio; occorre quindi trovare forme integrative di sostegno, a meno di non finire in un ospizio o dipartire da questo mondo aggrappato al proprio posto di lavoro. Sono stati creati dei fondi pensione chiusi, cioe' di categoria, che hanno vantaggi fiscali, e si sta pensando di far confluire il TFR (trattamento di fine rapporto) verso questa categoria di fondi. Il lavoratore quindi, se vuole usufruire di facilitazioni fiscali, deve scegliere il fondo di categoria e non puo', pena la perdita dei benefici, scegliere fondi aperti o altri tipi di investimento. E' questa una grave limitazione della liberta' di scelta del cittadino che dovrebbe invece decidere autonomamente su come investire il proprio denaro. Se il Governo obbligasse al versamento del TFR nei fondi chiusi si avrebbe un'ulteriore costrizione delle liberta' individuali e, soprattutto, l'obbligo farebbe la gioia delle banche o delle societa' che gestiscono i fondi stessi. Si verrebbe infatti a creare un sistema monopolistico nel quale, come si sa, quello che ci rimette e' sempre il cittadino.
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