Domenica 12 luglio 2026
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PREZZI. SECONDO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO LA COLPA E' DEI GOVERNI PRECEDENTI ... AMMESSO CHE SIA COSI', ORA CHE SUCCEDE?

Comunicato ·

Firenze, 20 ottobre 2003. In una intervista al periodico "Liberal", il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, sostiene che la fiammata inflattiva dopo l'introduzione dell'euro e' anche colpa dei Governi dell'Ulivo, che non avrebbero avviato preventivamente un confronto con le parti interessate.
Ammesso che sia cosi', ora che succede con questi "salvifici" confronti con le parti interessate? Che sono cominciati, hanno anche da tempo preso delle specie di impegni (vedi Rc-auto) .ma ci sembra che la situazione sia peggiorata. Forse e' prematuro dare un giudizio perche' diversi di questi confronti si devono ancora tenere? Noi sappiamo che l'attuale Governo e' tale dal 2001, e se due anni vi sembran pochi per quantomeno avviare un processo diverso rispetto a cio' che non avrebbe -o avrebbe- fatto il Governo precedente, considerato che una legislatura dura quattro anni, ci sembra che siamo proprio in alto mare. Non solo, ma le cose che non aveva fatto il Governo precedente, ci sembra che continui a non farlo quello attuale, cioe' la demonopolizzazione e liberalizzazione dei mercati. Per il primo caso facciamo solo un esempio non secondario: l'Enel, il cui monopolio unico e' stato solo frammentato in tanti altri piccoli monopoli ferramente controllati dal capitale del ministero dell'Economia. Riguardo al secondo caso valga l'esempio della legge sul commercio: approvata dal Governo dell'Ulivo, la legge Bersani ha messo un po' di cipria sui concetti economici generali ed ha trasferito le competenze alle Regioni che, di centro-destra o di centro-sinistra, hanno fatto rientrare da un'altra porta le norme vincolanti per il commercio, sia licenze che orari.
Comprendiamo i motivi per cui il presidente Berlusconi cerchi di incolpare i suoi avversari (che fanno altrettanto nei suoi confronti), ma sinceramente non ci interessa piu' di tanto, perche' alla radice dei motivi per cui i nostri mercati al dettaglio sono impazziti non ci andava il Governo dell'Ulivo cosi' come, a meta' legislatura, non ci e' ancora andato il Governo della Casa delle Liberta'. E se la via da seguire e' quella dei confronti fra le parti interessate, abbiamo l'impressione che si continuera' a stare al palo.
Abbiamo bisogno di fatti.
Per esempio vendere l'Enel non a se stessi, ma a chi forse ci potra' garantire una migliore efficienza rispetto ai black-out e alla crescita della domanda senza buttarci in avventure tipo il nucleare che ormai neanche gli Usa piu' considerano come una scelta per il futuro. O -altro esempio- modificare la legge Bersani si' da impedire che i potentati locali (regionali e comunali) abbiano sempre la meglio rispetto alle esigenze dei consumatori. Tematiche su cui ci si puo' anche confrontare con le parti interessate, ma avendo un argomento di prospettiva e di crescita per tutti, non solo quello di chiedere -come viene fatto oggi- a qualcuno di guadagnare meno dopo che gli si e' consentito di arricchirsi sui portafogli dei consumatori.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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