Martedì 30 giugno 2026
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Pubblica amministrazione. D'accordo con Brunetta

Comunicato · Primo Mastrantoni ·
Siamo sostanzialmente d'accordo con il Decreto Legislativo, di attuazione della legge 4 marzo 2009 n.15, in materia di ottimizzazione della produttivita' del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, proposto dal ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta. Finalmente si cominciano a fissare obiettivi e, soprattutto, controlli. Elemento fondamentale per garantire che l'impianto del decreto funzioni e' la ridefinizione dei rapporti con i sindacati: viene meno (speriamo) la cosiddetta concertazione, ovvero cogestione, tra Pubblica amministrazione e sindacati; un rapporto scellerato che ha impedito il funzionamento dell'apparato pubblico a danno del cittadino utente.

Nel provvedimento rileviamo, pero', un neo: la class action contro la Pubblica amministrazione. Non e' prevista la possibilita' di rivalsa economica. Negli Usa e nel Canada, invece, i cittadini possono rivolgersi al giudice per una azione collettiva di rivalsa, anche economica, nei confronti dei propri amministratori. Per esempio, a New York (Usa) e' stata avviata una class action contro la citta' per illeciti ambientali, a Toronto (Canada) i cittadini hanno avviato la class action contro il Comune, sempre per danni ambientali, a Chicago (Usa) ne e' stata avviata una contro gli amministratori per la scarsa qualita' delle acqua potabili, ecc.

Rimane comunque il fatto che si avvia un processo di qualificazione e controlli sull'operato dell'apparato burocratico. Speriamo che il provvedimento non si annacqui nel percorso. Le resistenze sono molto forti, soprattutto da parte della Cisl, che ha molto seguito tra i pubblici dipendenti; comunque, per contenere le richieste sindacali, sarebbe utile ricordare al segretario Raffaele Bonanni cio' che disse, nel marzo 2008, in occasione della proposta di acquisto dell'Alitalia da parte di Air France: una minestra riscaldata. Come e' andata a finire lo sanno tutti: ai contribuenti sono stati accollati i debiti e Air France e' entrata, con rullio di tamburi e squilli di trombe, nell'Alitalia.
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