Lunedì 13 luglio 2026
Menu

RC-AUTO: IL DESIDERIO DEL BLOCCO DELLE TARIFFE

Comunicato ·

LA MANCANZA DI POLITICA E LA NAVIGAZIONE A VISTA DEL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE
Firenze, 11 maggio 2003. Le dichiarazioni rilasciate oggi a Venezia dal ministro delle Attivita' Produttive, Antonio Marzano, sono molto importanti, perche' servono a meglio capire la politica dello stesso e del nostro Governo in materia Rc-auto. Cioe' quello che hanno intenzione di fare di fronte ad un mercato saldamente sotto il controllo del Governo e dello Stato.
Il ministro dice letteralmente "un blocco delle tariffe Rc-auto purtroppo non e' possibile. Lo ha fatto il precedente Governo e ci siamo beccati una condanna della Corte Europea". Quindi il ministro ricorda i provvedimenti decisi per quella che viene chiamata riforma, cioe' richieste e inviti alle assicurazioni perche' non alzino troppo i prezzi rispetto ai livelli attuali (gia' folli) e l'incapacita' di proporre qualcosa per fermare le altrettanto folli tariffe dei ciclomotori. E conclude ricordando il progetto della tariffa unica nazionale per coloro che non avessero mai avuto sinistri: "abbiamo consultato Bruxelles, ma ci e' stato detto che tale misura andava contro le regole della formazione libera dei prezzi".
E' evidente che il ministro Marzano considera una sola strada buona per cercare di dare un assetto al settore, quella del mercato controllato. Quando ci dice che il blocco delle tariffe "PURTROPPO non e' possibile", e, in pochi minuti di dichiarazioni, ricorda il tentativo del mini-blocco con la tariffa unica nazionale per i bravi guidatori. E in entrambi i casi da' la responsabilita' di non poter prendere questi provvedimenti alle sanzioni della Ue. Cioe', PURTROPPO non possono esseri presi perche' c'e' la multa (cosi' come un automobilista che non passa con il rosso perche' c'e' la multa, non perche' e' bene rispettare le regole e sulle stesse uniformare la propria guida . quindi, appena non c'e' un vigile . via anche con il rosso). Ne' piu' ne' meno come colui che dice di non rubare perche' altrimenti va in galera, non perche' rubare non fa parte del suo essere
. Che se fosse una frase colta in un bar, detta da uno sconosciuto, quantomeno metterebbe chiunque sul "chi va la'" rispetto al proprio portafogli. Ma detta da un ministro ..
E' una dichiarazione di mancanza di politica, di navigazione a vista, in un ambito dove, visto lo sfascio totale e l'avanzare dell'illegalita', il perseverare assume le sembianze di complicita' con l'unica parte che ci sta guadagnando, le assicurazioni. Ed infatti, quello che sta accadendo, con la razionalizzazione dell'esistente (cioe' del "furto" legalizzato) ne e' la logica conseguenza.
Che poi a questa razionalizzazione si prestino anche alcune associazioni di consumatori .. sarebbe strano il contrario. Perche' l'aver creduto che il fatto stesso che un'associazione si chiamasse "dei consumatori" fosse di per se' foriera di vantaggi economici per i consumatori stessi, e' stato un tormentone che ora viene a galla nella sua veste di quotidianita': tutto il mondo e' Paese, anzi BelPaese. E tutti, comprese le associazioni di consumatori, "tengono famiglia". Soprattutto hanno un papa': il ministro delle Attivita' Produttive che e' anche a capo del Consiglio nazionale delle associazioni di consumatori, in cui si fanno controllare da chi dovrebbe essere controllato da loro.
Tutte queste cose e' bene ricordarle e tenerle ben presenti. Per meglio capire la totale chiusura nei confronti dell'unica scelta possibile in materia di assicurazioni obbligatorie: levare l'obbligatorieta', e aprire di conseguenza alla logica del libero mercato, dove domanda e offerta si armonizzano e si rincorrono producendo qualita' e bassi costi. Situazione a cui c'e' solo un'alternativa: quella auspicata dal ministro Marzano (i prezzi controllati). Ma siccome il ministro non puo' passare con il semaforo rosso della Ue, ha pensato bene di continuare a galleggiare nel marasma facendo trarre vantaggio economico alla sua parte protetta (gli assicuratori). Il vantaggio? Si chiama consenso politico di una corporazione economica potente.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →