Domenica 12 luglio 2026
Menu

RC-AUTO E TARIFFE ALLE STELLE

Comunicato ·

NON ESISTONO SOLUZIONI INDOLORI PER TUTTI. QUALCUNO DEVE PAGARE ED E' BENE CHE LO FACCIA CHI NE HA ABUSATO

Firenze 6 settembre 2003. Leggendo le parole del direttore dell'Ania, Giampaolo Galli, al giornalista del quotidiano "Il Mattino" che lo intervista su una proposta dello stesso giornale per una "Polizza fiducia Napoli" che prevede il passaggio ad una nuova classe assicurativa per chi non ha mai fatto incidenti, creata secondo i livelli delle stesse classi in citta', per esempio, come Roma (e quindi un risparmio anche fino a oltre il 20%), si ha il quadro di quella che e' la situazione del settore, dei privilegi che sono stati creati e dell'arroganza che ne e' derivata a chi si sente sicuro e garantito nel suo ruolo di dispensatore degli obblighi di Stato.
Le parole di Galli sono quelle di chiunque, al vertice di questa associazione, si trova sotto pressione per convincere i suoi associati a guadagnare di meno, cioe' depistanti: "ci vuole una vera e propria mobilitazione per la sicurezza stradale e la lotta alle frodi", e poi periodi di prova di questa tariffa, e "se poi fallisse, come reagirebbe l'opinione pubblica?". Cioe' tutta una serie di considerazioni che potrebbero avere senso esplicito se pronunciate da un ministro, ma, pronunciate dal direttore generale dell'Ania, sono solo il classico fumo negli occhi per dire tutto e niente, per prendere tempo, cercare di rimandare piu' in la' nel tempo qualcosa che faccia calare i guadagni dei suoi associati e il potere della sua associazione.
Ma ci rendiamo conto? Tutti intorno a queste aziende assicurative, chiedendo loro con cortesia che siano clementi, che rinuncino ad un po' del loro guadagno, non tanto per carita', ma quanto basta per dire che Governo e associazioni varie di consumatori non stanno girando a vuoto. Una umiliazione economica, politica e umana che non ha riscontri in altri settori della nostra comunita'. Ma chi sono questi dell'Ania, dio in terra?
A noi risulta che siano i principali profittatori di una serie di circostanze: indisciplina degli automobilisti, truffe da tutte le parti, insicurezza delle infrastrutture e dei servizi, incapacita' di chi controlla il rispetto delle regole, etc. Non solo, ma profittatori garantiti dallo Stato grazie all'obbligo di stipula per un mezzo a motore. Qualcuno pensa che costoro siano dialoganti e disponibili? Impossibile. Possono solo subire le decisioni dell'autorita', i cambi delle leggi e, come sempre hanno fatto, adeguarsi a queste novita' per cercare di continuare la loro impresa. Che se continuera' ad essere garantita dall'obbligo non potra' non abusare della situazione, perche' solo la concorrenza, la possibilita' di non fare il business per proprie incapacita' ed esosita', possono essere la molla per fare meglio, abbassando i prezzi e migliorando la qualita'. L'alternativa e' la situazione odierna.
Per smettere questo gioco di riverenza e di massacro del buon diritto e dell'intelligenza ci sono solo due possibilita': la prima sposta leggermente il problema e lo rimanda nel tempo (l'imposizione tariffaria), la seconda da' il via ad una nuova stagione (la liberalizzazione). Questo lo puo' decidere solo chi ha il potere legislativo. E come in tutti i cambiamenti radicali, qualcuno dovra' pur pagare, ed in questo caso ci sembra giusto che a pagare siano coloro che hanno guadagnato di piu' nell'attuale "finto mercato", anche come forma di risarcimento per chi -gli assicurati- ha dovuto subire il loro strapotere senza alternative.
L'importante e' chi ha poteri decida, senza ulteriori indugi. Se proprio non ce la fa e' bene che decida anche per l'imposizione tariffaria, ma non congelando l'attuale situazione, bensi' portandola molto ma molto indietro rispetto ai livelli a cui siamo oggi. E se si dovesse decidere in questo modo e' bene che si abbia la consapevolezza che si e' solo rimandato il problema. Perche' la soluzione piu' consona al percorso della nostra economia, favorendo tutti gli attori, non puo' che essere la liberalizzazione.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →