RELAZIONE ANTITRUST. IL LIBRO DEI SOGNI IRREALIZZABILI O LA STORIA DELLE OCCASIONI PERDUTE?
Firenze, 22 Giugno 2004. Si e' tenuta stamane la relazione annuale dell'Autorita' Antitrust, l'ultima del mandato di Giuseppe Tesauro. Sara' per questo che, probabilmente, il prof. Tesauro si sara' voluto levare dalle scarpe tutti i sassolini che in questi anni lo hanno fatto camminare in modo stentoreo e doloroso (in quest'ultimo caso essenzialmente per le tasche dei consumatori). Infatti il nostro ha evidenziato quello che tutti conoscono e che tutti fanno a gara ad ignorare: la presenza degli ex-gestori monopolisti nelle societa' che gestiscono le reti dei rispettivi settori, e' un ostacolo alla liberalizzazione del mercato: Enel (con il suo 5% nella societa' di trasmissione elettrica che nascera' dalla fusione Terna-Grtn), Eni (con la Snam Rete Gas) e Telecom (che in pratica, a differenza di quanto accaduto nella rete mobile, in quella fissa sta impedendo qualunque politica di accesso al cosiddetto ultimo miglio, oltre al fatto, ovviamente, che la gestione della rete fissa comune e' di sua pertinenza).
Una situazione che ha il suo diretto risvolto sui prezzi al consumo, frutto non di un mercato concorrenziale ma di imposizioni delle specifiche autorita', con il caso delle bollette energetiche la cui Autorita' stessa definisce incredibile.
Una carenza, o assenza voluta, dal novero di questi monopoli bloccanti, pur se non ha una rete da gestire e condividere con i suoi concorrenti, e' quella della Rai di Stato e di Governo: sicuramente il piu' grosso macigno al moltiplicarsi e all'espandersi delle offerte, nonche' origine e causa del duopolio di fatto del nostro sistema televisivo via etere, e del monopolio di Sky nella pay-tv. Ma non si poteva chiedere tanto ad un Antitrust che, per esempio, interpellato piu' volte sulla beffa della tassa per il possesso di una televisione strombazzata e imposta come canone di abbonamento, ha piu' volte detto che tutto va bene cosi' com'e'.
Ed ora, cosa succedera'? Assolutamente nulla. Garantito. Anche perche', anche se almeno per noi e' avvenuto con un rumorosissimo silenzio, e' dell'altro giorno la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della nuova Golden Share: che rimarca il diritto dello Stato ad intervenire, pur se azionariamente in posizione minoritaria nelle aziende in cui e' presente, con poteri di maggioranza li' "ove ricorrano rilevanti ed imprescindibili motivi di interesse generale". Non bastava il diritto dello Stato in quanto tale -e da esterno- ad intervenire in questi casi? No, c'e' invece la necessita' che tenga il naso (il potere) nelle alcove di ogni societa'. Non bastava il codice civile e penale, il diritto amministrativo e i poteri costituzionali e di Governo. No, lo Stato deve essere sempre al tavolo della quotidianita' di un'azienda.
In questo contesto e' evidente che le ferme -pur se parziali- prese di posizione dell'Antitrust su Enel, Eni e Telecom, appaiono un libro dei sogni irrealizzabili o la storia delle occasioni perdute. Troppo pessimisti? Proviamo a risentirci alla relazione dell'Antitrust dell'anno prossimo, oppure anche a quella che sara' fatta fra cinque anni ....
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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