RELAZIONE ANTITRUST
LA VOCE NEL DESERTO CHE RIMBALZA CONTRO I MURI DI GOMMA DEI MONOPOLI
Firenze, 11 Giugno 2003. La relazione del Presidente dell'Autorita' Antitrust, Giuseppe Tesauro, presentata oggi al Parlamento, e' l'elenco delle speranze, dei sogni sognati e di un'economia italiana che non c'e'. I rilievi sono tutti, grossomodo, ineccepibili: l'Italia ha cominciato una trasformazione della sua economia, cercando di passare da quella di Stato a quella della democrazia economica, ma sostanzialmente e' ancora al palo.
E infatti, dove sono i servizi in concorrenza offerti dal mercato?
Facciamo alcuni esempi.
Ci hanno dato uno spruzzo di democrazia con le telecomunicazioni, ma oggi tutto e' fermo, perche' il collo d'imbuto dell'ultimo miglio, TelecomItalia non lo molla. E quindi, siccome la partita oggi si gioca essenzialmente sulla banda larga, e i ritardi (nonostante l'ottimismo da commedia delle parti del ministro Lucio Stanca) sono incolmabili, il mercato non esiste, se non nella riverenza dei cosiddetti gestori alternativi al monopolista di Stato. Gestori alternativi su cui e' bene ricordare spicca il colosso Wind/Infostrada, cioe' Enel. E di chi e' l'Enel?
Ci hanno detto che l'energia elettrica e il gas sono a buon punto per la liberalizzazione. Sara', ma a casa di tutti gli utenti di questi servizi continuano ad essere obbligatorie le bollette dell'Enel o di questa o quell'altra municipalizzata su cui pesa come un macigno l'Eni.
Ci hanno detto che le assicurazioni Rc-auto sono liberalizzate. Ma i prezzi sono alle stelle e gli automobilisti sono costretti a contrarle cosi' come sono, pena il non-utilizzo del proprio mezzo privato. Si sono dimenticati che in un mercato gli attori devono essere entrambi liberi, e cosi' non e' per il contraente che e' obbligato ad assicurarsi.
Potremmo continuare, ma crediamo di aver spiegato il concetto e la pratica.
Abbiamo fretta? Non crediamo.
Perche' leggendo i commenti, per esempio, del presidente dell'Eni Vittorio Mincato, e di quello dell'Enel Piero Gnudi, ci sentiamo abbastanza presi in giro. Cosa dicono i nostri? Gnudi ci ricorda che la quota di mercato dell'Enel e' scesa al 37%, mentre Mincato conferma che le proprie capacita' di trasporto sono aumentate. Nel primo caso siamo in presenza di una societa' ormai multiutility che, pur con quella percentuale controlla comunque tutto il mercato, e inoltre gli utili, invece di devolverli per il miglioramento della qualita' della sua missione e per far diminuire i costi al consumo, li utilizza per estendere il suo potere in altri campi: e' questa la demonopolizzazione? Non ci sembra. Nel secondo caso . niente da dire: lo riconosce lo stesso Mincato.
E la voce di Tesauro non sarebbe un voce nel deserto che rimbalza contro i muri di gomma del monopolio? Per noi e' cosi'. E i consumatori pagano.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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