Lunedì 13 luglio 2026
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RIMBORSI RC-AUTO E GIUDICE DI PACE

Comunicato ·
TRA GIUSTIZIALISMO E GIUSTIZIA POLITICA: IL MASSACRO DELLE TASCHE DEI CONSUMATORI E DEL DIRITTO

Firenze, 8 Febbraio 2003. La via giustizialista per l'affermazione dei diritti dei consumatori ha subito una battuta d'arresto. E che arresto! Il decreto del Governo che modifica il codice di procedura civile, stabilendo che i giudizi di equita' dei giudici di pace non possono essere presi per i cosiddetti contratti di massa sottoscritti su formulari, e' proprio un bello sgambetto a chi stava impostando una giusta rivendicazione con, a nostro avviso, lo strumento sbagliato. Che era l'intasamento degli uffici dei giudici di pace, gia' di per se', in molte situazioni, agonizzanti per mancanza di mezzi. Che era lo scontro frontale in termini populisti con una presunta controparte -gli assicuratori- che invece non sono altro che i razionalizzatori di chi e' -a nostro avviso- la controparte per eccellenza, cioe' il ministero per le Atttivita' Produttive in particolare, e Governo e legislatori piu' in generale.
Ma vediamo per gradi.
Chi ha sostenuto la via giustizialista, ha, come sempre con questi metodi, giocato all'ingrosso. Invocando l'uso e la pratica di una giustizia sull'onda della emotivita', e rivendicando, anche sugli specifici casi, rimborsi che "di diritto" potevano e possono difficilmente essere considerati tali (l'Antitrust non aveva sanzionato le assicurazioni per gli aumenti dei prezzi, ma perche' si erano accordate fra di loro per scambiarsi le informazioni, e quindi, eventualmente, il danno dell'assicurato potrebbe essere richiesto perche' quest'ultimo non ha potuto disporre di un mercato in cui scegliere). Inoltre, facendo parte del Consiglio dei consumatori presso il ministero di Antonio Marzano (cioe' diretti da quella che, a tutti gli effetti, e' la loro controparte), i giustizialisti hanno accettato di incontrarsi con gli assicuratori stante la supervisione del ministro. Che, in assenza di un accordo impossibile, non ha potuto che cantare vittoria perche' "lui ce l'aveva messa tutta, e sono i contendenti ad essere litigiosi e inconcludenti". E quindi si e' sentito legittimato (piu' di quanto gia' non lo fosse) a decidere in materia.
E qui veniamo all'altro grado.
E' intervenuto il ministro per rimuovere le cause che hanno determinato lo strapotere delle assicurazioni e lo svuotamento dei portafogli degli assicurati, cioe' la mancanza di un mercato in cui le parti siano entrambe libere di scegliere e non, com'e' oggi, con il ricatto verso una parte che comunque e' costretta ad assicurarsi? Ovviamente no. Ed ha fatto cio' che chiamare una schifezza, e' solo per essere gentili.
Sia chiaro. A noi, da quando qualche anno fa fu introdotta la possibilita' del giudizio per equita', il naso ci si e' sempre arricciato. Crediamo nella certezza del diritto, e l'equita', di per se', non e' quello sfolgorante metodo che aiuta in questo senso, ma e' il trionfo di una discrezionalita' che, in mano a giudici che gia' quando sbagliano non pagano mai, diventa di sovente la sostituta del diritto. Ma intanto il giudizio per equita' c'e', e fintanto che un legislatore attento allo Stato di Diritto piuttosto che alla giustizia politica non lo cambia, e' li, nel suo articolo del codice di procedura civile. La decisione del Consiglio dei ministri di limitarne l'uso e' piu' grave della sua stessa esistenza. Il ministro Marzano dice "per i ricorsi di 'massa' esistono due rischi: complessivamente possono assumere dimensioni da pregiudicare la posizione economico-finanziaria delle parti in causa" e "se le parti che ricevono un pregiudizio rappresentano una parte notevole del mercato, e' lo stesso equilibrio del mercato che rischia di essere compromesso nel suo assieme". Cioe', la giustizia non e' piu' giustizia: quando si manifesta -come non potrebbe essere altrimenti in un giudizio- che una delle parti paghi per il suo errore, se la parte soccombente e' importante, e' bene preservarla. Che e' come dire che le assicurazioni sono come il papa e i magistrati: non sbagliano mai. E altrettanto infallibili sono Telecom, Enel, aziende erogatrici di gas e acqua, banche, insomma tutte quelle (il 99,9% -periodico- delle esistenti) che, invece di fare una trattativa individuale ogni volta che erogano un servizio diffuso, hanno dei contratti pre-stampati in cui si aggiungono solo i dati dell'utente.
Appunto: giustizia politica. Portata a manifestarsi grazie ad un giustizialismo che, prone e pagato dallo Stato (la commissione consumatori presso il ministero), si e' concentrato sui carnefici (gli assicuratori), stimolando il datore di lavoro di questi carnefici (il ministero), che' giustamente difendesse chi applicava la sua giustizia (il finto libero mercato).
Per canto nostro lo ribadiamo. Fintanto che ci sara' il vincolo dell'obbligo della Rc-auto e il conseguente finto mercato, il gioco e' solo al massacro delle tasche dei consumatori, del Diritto e delle sue procedure per applicarlo e farlo rispettare.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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