SALDI, SALDI, SALDI, CHI HA TANTI SALDI VIVE COME UN PASCIA... SOPRATTUTTO I COMMERCIANTI, I COMUNI E LE REGIONI. CHE FA IL GOVERNO?
Firenze, 29 giugno 2006. Il rito dei saldi estivi sta per partire e, come ci paventano organizzazioni di settore e mezzi di informazione, orde di consumatori starebbero per riversarsi nei grandi magazzini e nei centri cittadini per gli acquisti estivi.
In realta', invece, chi doveva fare acquisti per la stagione estiva (gia' in corso da tempo) ci aveva gia' provveduto o, serenamente, ha deciso di far tesoro di quanto in armadio gia' dagli anni passati. Perche' nonostante i tentativi di farci credere che le mode cambiano, si' da farci spendere piu' soldi per mantenere stilisti, distributori e commercianti, molti consumatori hanno acquisito una consapevolezza e una parsimonia che -regime dell'euro imperante- e' uno dei metodi per evitare di soccombere.
Trasmissioni televisive, articoli di giornale, associazioni di commercianti (piu' o meno associate con altrettante associazioni di consumatori), tutti si sperticano nel cercare di dare consigli e indicazioni: "saldi amici" o giu di li', con tanto di vetrofanie per indicare chi e' piu' amico e chi piu' nemico. Ma i prezzi sono li, inchiodati verso l'alto, con cartellini che, tranne alcune lodevoli eccezioni legate essenzialmente alla grande distribuzione, sono prezzati all'occasione con inesistenti prezzi di riferimento da scontare.
Chi voleva acquistare abbigliamento a prezzi scontati (davvero) prima di questo periodo, lo ha fatto tranquillamente: il proprio negozio di riferimento e altre promozioni prevedono sconti sempre, altrimenti i negozi stessi non vivrebbero e non reggerebbero la concorrenza coi prodotti che, essenzialmente dall'Asia, stanno affermandosi sul nostro mercato..
Per cui, parafrasando una famosa canzoncina di alcuni anni fa ("saldi, saldi, saldi, chi ha tanti saldi vive come un pascia'...") rileviamo che questo oggi e' vero non per il consumatore, ma per commercianti, amministrazioni comunali e regionali.
I primi per quanto detto sopra, i secondi in virtu' di norme assurde che, nonostante ci abbiano strombazzato ad ogni livello che la liberalizzazione del commercio e' cosa fatta, continuano ad essere un mezzo coercitivo di controllo politico nei confronti delle categorie. L'esistenza stessa di un permesso per poter praticare sconti alle proprie offerte (saldi o non saldi) cos'altro e'? Le amministrazioni regionali e comunali congolano perche' i loro politici vivono e danno senso al loro esistere proprio in virtu' di queste coercizioni. Il Governo nazionale, invece, assiste inerte al ripetersi di questo rito medievale, con l'abituale tintinnio di gabelle che non sono necessariamente monetarie: il potere e il suo esercizio non sono legati al denaro in senso stretto.
Ministro e presidente della Commissione Attivita' Produttive della Camera, se ci siete battete un colpo. Dalle dissertazioni teoriche su quanto sia bella e utile una economia di mercato, passate ai fatti. Questa e' un'occasione.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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