Mercoledì 8 luglio 2026
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SCIOPERO MEZZI PUBBLICI LOCALI. IL CONSUMATORE PAGA PER COLPA DELLE PUBBLICHE ISTITUZIONI E DI SINDACATI MIOPI. UNA PROPOSTA ALTERNATIVA: TUTTI GRATIS!

Comunicato ·

Firenze, 26 aprile 2006. Per venerdi' 28 aprile e' convocato lo sciopero nazionale dei dipendenti delle aziende di trasporto pubblico locale; convocato da Cgil, Cisl e Uil si articolera' in modo diverso da citta' a citta', comportando, di fatto, una immobilita' e successivo caos che impedira' a non poche persone di fruirne nell'ambito della loro quotidianita'. Chi ripaghera' le vittime di questa mobilitazione, cioe' i consumatori? Sicuramente nessuno. Il danno, oltre ad essere per le aziende specifiche, sara' anche ed essenzialmente per tutti coloro che dovranno rinunciare al loro diritto alla mobilita', oppure saranno costretti a valersene con tempi e costi fuori dell'ordinario.
La responsabilita' di quanto accadra' venerdi' 28 aprile e' in due direzioni:
1 - le pubbliche istituzioni che non hanno fatto si' che si arrivasse a questo punto di tensione e di incomunicabilita' tra le parti;
2 - i sindacati che continuano in questa loro miope politica dello sciopero: evento che deve necessariamente destabilizzare il complessivo aspetto logistico del trasporto locale, e non ricerca di forza nei confronti del proprio interlocutore senza creare difficolta' agli utenti del servizio, ma facendoseli amici e complici.
Come fare perche' questa ipotesi di amicizia/complicita' sia tale? Basterebbe, per esempio, che nei giorni dedicati alla rivendicazione del proprio contratto, si prendesse di mira solo la propria azienda, creandole un danno economico facendo viaggiare gratis tutti i fruitori del servizio: questi ultimi sarebbero contenti e non auspicherebbero, come avviene quando sono vittime degli scioperi "tradizionali", che un fulmine colpisca gli scioperanti mandandoli alla malora.
Un salto di qualita' che puo' essere fatto decidendo di non dover necessariamente essere eversivi dell'ordine pubblico nel rivendicare un proprio diritto. Lo sciopero e' un diritto che va preservato e alimentato (una societa' senza scioperi ci fa rabbrividire), ma non si puo' continuare a metterlo in pratica come un continuo attentato ai diritti dei soggetti piu' deboli, in questo caso i consumatori.
Aspettiamo fiduciosi che lavoratori e sindacati colgano la portata innovatrice e rivoluzionaria di questa nostra portata.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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